Lazio unica regione d'Italia senza pillola abortiva Ru486 - La Polverini cosa fa?...


Negli ospedali di Roma, di solito, si viene da tutta Italia per farsi curare, certi della qualità elevata dei medici che lavorano nella strutture della Capitale. Se però una donna romana o del Lazio vuole abortire senza farsi mettere un ferro in pancia, espressione molto poco elegante per dire che vorrebbe usare la pillola abortiva Ru-486, ecco che allora deve rivolgersi ad ospedali umbri, campani, toscani, abruzzesi, lombardi e veneti...

Questo paradosso, e la testa della classifica delle Regioni italiane più appiattite all'obbedienza dei voleri del Vaticano (alla faccia dello Stato laico), il Lazio se li è conquistati recentemente... Secondo molti, a partire dall'opposizione del Pd che in questi giorni sta protestando a viva voce alla Pisana, il responsabile ha un solo nome: il neo presidente della Regione, Renata Polverini.

La situazione è questa: dallo scorso 25 giugno l'Agenzia di sanità pubblica ha consegnato alla Presidente Polverini la nota con le indicazioni dei centri ospedalieri dove poter usare il nuovo farmaco. Perché, allora, gli ospedali del Lazio non possono usare questa pillola? Polverini aveva detto più volte di volerla mettere a disposizione previo ricovero di tre giorni. Ma nonostante questa decisione sia ormai presa, della Ru-486 ancora non si vede traccia. Perche? Dai palazzi del potere della Regione nessuno parla, peggio che in un confessionale. Ci pensa allora l'ex governatore Esterino Montino (Pd) secondo il quale "Polverini ed il suo assessore Zezza si vanno distinguendo sempre piu come donne che odiano le donne". Isabella Rauti (Pdl) ribatte: "il ricovero di tre giorni serve a tutelare la salute della donne". Ma della pillola ancora non si vede traccia. Vi aggiorneremo...

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