Tassa di Soggiorno a Roma: tutto pronto per risanare il bilancio. Quasi.

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Mentre le nuove tariffe dei taxi vengono approvate -con tanto di rissa sfiorata tra Athos de Luca e il consigliere del comunale del Pdl, Pierluigi Fioretti- continuano le concertazioni sulla Tassa di Soggiorno che dovrebbe entrare in vigore a partire dal prossimo anno. Riassumendo, chi arriva a Roma paga 5 euro in più se soggiorna negli alberghi a cinque stelle, 3 euro per i quattro stelle, 2 euro per i due stelle.

Le proteste continuano: albergatori inferociti, associazioni di categoria e sindacati sul piede di guerra ("A causa di questa tassa diminuiranno gli introiti di un intero comparto economico, e forse molti lavoratori si ritroveranno per strada" sostiene Giuseppe Roscioli di Federalberghi). Alemanno fa dietro-front (più o meno) e propone: "Siamo disponibili a migliorare il contributo di soggiorno, magari facendo in modo che non passi attraverso gli alberghi".

Per dove 'passerebbe' allora il contributo? Attraverso non meglio specificati (per ora) 'servizi'. Il sindaco infatti aggiunge: "i viaggiatori che vengono a Roma devono lasciare qualcosa a questa città, per i servizi che questa città offre: è un principio a cui non vogliamo e non possiamo venir meno".

Intanto i professionisti del settore alberghiero minacciano scioperi e sottolineano un'altra pericolosa incongruenza. E' ancora Giuseppe Roscioli di Federalberghi a parlare: "I contratti con i tour operator per l'anno prossimo sono già stati chiusi, e l'introduzione della tassa renderebbe Roma un teatro di controversie internazionali". Insomma: tutto è pronto per risanare il bilancio della Capitale. Quasi.

Foto | Flickr

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