Cosa fare se trovate un piccolo di rondone


Non vi sarà sfuggito come il sottoscritto nutra un particolare interesse nel proteggere tali animali... Ebbene, durante questa stagione è molto facile trovare piccoli di rondone che cadono dai nidi fra le tegole romane.

Ad un mese circa dalla migrazione, sebbene anche loro siano piuttosto confusi dai recenti sbalzi climatici, capita che il caldo li costringa ad uscire dalla tana sotto le tegole, in cerca di acqua e di cibo che spesso la madre non riesce a portare.

I gabbiani (ma ho salvato anche quelli) sono diventati i nemici peggiori, insieme alle oscene antenne e agli abusi edilizi che deturpano i nostri tetti, di questi meravigliosi uccelli. Troppo spesso confusi con le rondini (famiglie del tutto diverse), passano gran parte della vita in volo, dove riescono perfino a dormire, oltre a primeggiare in velocità.

Se ne trovate uno le regole da seguire sono semplici. Raccoglietelo con estrema cautela, senza improvvisarvi ornitologi. Anche se avete intuito da dove possa essere caduto, evitate di rimetterlo lì. Non potete sapere se è ferito o se la madre tornerà. Mettetelo in una scatola, con dei buchi, e offritegli subito un po' d'acqua tiepida, che fate gocciolare dall'alto sul becco.




Poi portatelo di corsa al Centro Recupero Fauna Selvatica della LIPU (Lega Italiana Protezione Uccelli ) che si trova al Bioparco di Villa Borghese, entrata in Via Aldrovandi 2 (angolo viale Belle Arti). Per ogni dubbio o consiglio pratico chiamate pure il tel. 06/3201912.

E' aperto dalle 9.30 alle 17.30, tutti i giorni con orario continuato. Un piccolo pronto soccorso per gli animali, dove troverete prontezza, cortesia e competenza. Oltre a diversi cittadini come voi che portano qualche trovatello. Se siete fuori orario, non vi allarmate, i consigli non sono diversi da quelli già scritti.

Per l'alimentazione provate con carne macinata diluita ad intervalli regolari, imbeccandoli, ma che sia poca. In caso di ferite aperte, limitarsi a disinfettare con bialcol o acqua ossigenata. Evitate assolutamente steccature o fasciature ad ali o zampe presumibilmente fratturate.

A tal proposito, visto che ci siamo, invitiamo tutti ad iscriversi, e ad aiutare in ogni modo il Centro, che ne ha molto bisogno. E se avete la passione potete anche diventare volontari.

Rinnoviamo anche la richiesta al nostro Sindaco, già sollecitato dalla LIPU stessa per questo. Il Centro Recupero Fauna Selvatica di Roma è il primo sportello cittadino a disposizione degli animali selvatici in difficoltà. Solo nel 2009 sono stati 4.800 gli animali ricoverati, di cui 3.800 uccelli cui si aggiungono un migliaio di vertebrati tra cui mammiferi e rettili.




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