La Tana della Lupa: La Roma a chi finirà?


Purtroppo questo momento doveva arrivare. Lo sapevamo. Da troppo tempo. Ci siamo inebriati per una strepitosa illusione sportiva nella passata stagione che nascondeva questa triste realtà. Ora siamo, come spesso capita in Italia, alle scadenze estive, all'ennesima quadriglia su chi paga il conto.

La vicenda è nota. Perfino oziosa per molti. Rosella Sensi e Unicredit si erano detti vicinissimi all'accordo. Questione di minuti. Ma de ché!? Tutto rimandato a giovedì, termine ultimo fissato dal presidente del collegio arbitrale Ruperto.

La Sensi punta ancora i piedi, sebbene l'approvazione del bilancio del suo gruppo dipenda dai suoi creditori. Si parla di dettagli tecnici, legati all'Iva, e al patrimonio immobiliare conservato. Si sospetta che tutto giri intorno alla famosa buona uscita per Rosella. Il debito di oltre 325 milioni di euro che pende su Italpetroli, la holding che controlla l'As Roma, dovrebbe essere azzerato in cambio della maggior parte degli asset della famiglia Sensi.

Quello che però interessa ai tifosi resta un mistero. Già perché la squadra, la società Roma, alla fine delle danze, a chi va? Chi la gestirà? La storia della cordata resta un po' confusa. Pare che debba rimanere in sospeso, pro-tempore senza fissa dimora, o meglio condotta da quella vecchia, cioè semper lei, la Sensi, in attesa che arrivi il compratore della Patria.

Tutti si affannano a garantire "tutela", "libertà di manovra", "nessuna imposizione di mercato", ma come facciamo a fidarci? Di chi dobbiamo fidarci? Il tutto mentre pretendono la tessera del tifoso, alla quale la società ha aderito subito... Andiamo proprio bene. Francamente in questo momento non sappiamo cosa credere. E voi?

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