Grattachecca: dove si mangia la migliore di Roma?

Grattachecca

Prima di tutto chiariamo una cosa: la Grattachecca non è la Granita. La prima si ricava da un blocco di ghiaccio (il cui nome nella tradizione romanesca era appunto "checca") grattato a neve a cui si aggiungono sciroppi o succhi di frutta. La 'ricetta' della seconda prevede invece che prima si mescolino acqua e succo per poi metterli a congelare.

Fatta la doverosa distinzione (anche se ormai sono pochi i luoghi che la preparano manualmente), possiamo parlare di quello che è uno degli alimenti storici della Capitale. Certo, è rinfrescante, ma la sua fama è soprattutto legata ai vari chioschi che la propongono in giro per la città.

Non se ne contano moltissimi e sono tutti presi d'assalto. I tre più famosi si fronteggiano a 'colpi' di cannucce e date di apertura. Sembra che il diritto di anzianità vada a "La Fonte d'Oro", su Lungotevere Sanzio. Il chiosco è attivo dal 1913. Molti meno dubbi invece, sulla bontà delle sue grattachecche.

Segue -anagraficamente e geograficamente, visto che dista pochi minuti- la famigerata Sòra Mirella. Il suo chiosco ha iniziato a dispensare ghiaccio grattato dal 1915 su Lungotevere degli Anguillara. Ultima tra le più famose, ma solo per questioni di 'età' è la Sòra Maria, che disseta gli abitanti di via Trionfale (e non solo) dal 1933. Questi sono i tre luoghi 'istituzionali' dove gustare la grattachecca a Roma. Voi quali conoscete? C'è qualcuno che insidia il podio? Ditecelo nei commenti.

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