Ladri di immagini: Roma Sparita risponde alle accuse di Alvaro de Alvariis


Le parole, gravi, di Alvaro de Alvariis, che accusano la pagina di Facebook, Roma Sparita, di furto e ricettazione (!?) di immagini, hanno scatenato la pronta, comprensibile e forte reazione degli amministratori del gruppo.

Ovviamente sono piuttosto seccati per questo ennesimo capitolo di una tele(matica)novela che da mesi li sta distraendo da un vero e proprio lavoro svolto con grande passione. 06 blog, che ha curato servizi su entrambi, riconosce a Roma Sparita una trasparenza totale sugli "atti", prova ne è la pubblicazione del recente articolo sulla personale bacheca della pagina. E per questo li ringraziamo.

Forse sono le reazioni e i commenti di molti fan ad essere un po' esagerati; come mondo blogosfera a noi interessa molto anche la questione dei diritti di immagine, che infatti hanno trattato anche i nostri colleghi di downloadblog.it. Dare spazio alle diverse posizioni in una vicenda come questa è semplice tentativo di fare chiarezza in un campo ancora oggi molto, troppo confuso.

Ad ogni modo, i punti principali (già apparsi in parte nei commenti al post, nelle risposte di Tekkaman, uno degli amministratori) che Roma Sparita ci tiene a sottolineare sono questi:

Si riapre un dibattito durato mesi e tutt’ora in corso, ci sono molti lati oscuri, sbagliati e con vizi sulle affermazioni di Alvaro… Proviamo a rispondere dettagliatamente:

1) visto che è così sicuro di individuare le foto che provengono dal suo sito (noi non abbiamo i mezzi per poterlo fare perché è Facebook stesso a non fornircene), gli abbiamo chiesto di indicarci quali siano (abbiamo una discussione apposita per indicare le fonti) cosi’ da poter compensare l’omissione di chi ci ha inviato la foto (pur essendo specificatamente richiesto nel regolamento pubblicato)… ma non ha mai cercato una via conciliante, ha preferito passare ore a riempire i moduli DMCA piuttosto che mettere i link nella discussione “Indicazioni Foto già inserite”.

2) per tutte le foto presenti su R.S. via via stiamo sostituendo i siti web “amatoriali” con le fonti ufficiali pertanto, anche se avessimo scritto il suo sito, una volta rintracciata la fonte avremmo tolto il link (lo stiamo già facendo su tantissime foto)

3) le foto non sono di sua proprietà ma, essendo prese dai libri, gli editori hanno pagato i diritti d’autore agli archivi che ne detengono la proprietà (Alinari, Primoli, Archivio Storico Capitolino, ecc)…

4) lui non fa altro che riprodurre le immagini presente sui libri e non c’é niente di creativo in questo per cui la legge alla quale lui si appella non si applica… Inoltre le sue foto non sono affatto né a bassa risoluzione né degradate, al contrario di quelle che invece sono presenti su R.S.

5) in diverse occasioni il signor Alvaro, indicando alcune foto come esempi ha dimostrato che lui stesso non è in gradi di riconoscere le proprie foto in quanto accusò ingiustamente dei fan che dimostrarono di possedere il libro in casa (se frequentate la pagina di sicuro scoprirete Roberto Pagani, il “mostro” che sa tutto di Roma e che ha un bibliografia da fare concorrenza a qualsiasi biblioteca.. Beh, ha accusato anche lui di avergli preso le foto… Tanto per citare un esempio)

6) con la denuncia che lui ha fatto attraverso la DMCA ha dichiarato il falso perchè le foto, come già scritto, non sono sue e per cui non può procedere e per questo non ha mandato la denuncia a Facebook .. perchè finchè ci si accusa su internet è un discorso ma se facesse una denuncia alle autorità dovrebbe rispondere lui stesso di violazione di copyright e risarcirci per le accuse infamanti che da tre mesi ci fa costantemente.

7) se per assurdo lui detenesse i diritti sulle foto non potrebbe imporci di cancellarle (questo chiede.. di cancellarle) in virtù degli articoli citati nel nostro appello.

8) Noi non siamo affatto degli infami… Fino ad oggi non abbiamo mai fatto il suo nome agli 80.000 fan che ci chiedevano chi fosse stato ad averci segnalato a Facebook. Non lo abbiamo fatto per tutelare la sua persona per non esporlo agli 80.000 fan diversamente ha fatto lui con noi pubblicando, sul sito di flick, anche la posta mandata in privato.

9) faccio notare che Alvaro ha poca dimestichezza con il computer e fa un sacco di confusione.. Per errore (errore?) ha segnalato un intero album (Campo Marzio I) pieno di foto e cartoline di proprietà di alcuni fan, i quali le reclamano.

10) la scarsa familiarità con il computer lo porta a fare errori grossolani… quando Alvaro sostiene, cito l’articolo di 06blog, “Dopo alcuni giorni tutte quelle foto che inizialmente avevano come indicazione Maurizio Rauco, erano state sostituite dall’indicazione di Album di Roma Sparita (come se fossero piovute dal cielo)” è palese che si trova davanti all’elenco degli album e non delle singole foto, infatti su tutti c’è scritto album di Roma Sparita perché sono gli album presenti sulla pagina.

11) vorrei evidenziare che se fossimo dei “ladri” o se operassimo scorrettamente e in maniera fraudolenta non saremmo mai stati invitati alla festa dell’architettura tenutasi in un luogo di proprietà pubblica e patrocinato da molti enti… Invece siamo stati ospitati e ci è stata data l’opportunità di poter parlare in pubblico di Roma Sparita. Posso assicurare che gli organizzatori hanno seguito tutta la vicenda di Alvaro sin dall’inizio e loro stessi sono rimasti esterrefatti dalle pretese di quest’uomo.

12) Maurizio Rauco ha avuto la sfortuna di mettere foto qui all’inizio,quando ancora non richiedevamo la fonte ( è tutto nato spontaneamente, in modo semplice, come un gioco, nessuno di noi pensava di arrivare a tanto). Ha avuto la superficialità di “prendere” parecchie foto dal sito di Alvaro (ma non solo da lui, e Alvaro ha la presunzione di affermare che siano “sue” tutte le foto inserite da Rauco). Ha avuto, purtroppo, la maleducazione di sbeffeggiarlo quando Alvaro si è fatto vivo.

Concludo dicendo che avremmo preferito trovare un punto d’incontro con questo signore poiché sia noi che lui siamo mossi dall’amore per Roma ma che i suoi modi e la sua dialettica infamante lo hanno reso da subito impossibile a discapito di tutto ciò che di buono ne poteva scaturire… Vorrei sottolineare pero’ che la forza di questa pagina non sono le foto in se’ ma le discussioni ed il rievocare ricordi che esse generano.

Fra gli altri, abbiamo sentito anche Fabio Pucci, ex amministratore di R.S. che già intervistammo ai tempi del primo post.


Ormai è da un mese che sono uscito da Facebook e quindi anche da Roma Sparita. Non faccio più parte dell'amministrazione. Tuttavia conosco bene la vicenda perché sono stato il primo fra tutti ad occuparmene. Non intendo riaprire una diatriba che per noi è chiusa (sento di poter parlare anche a nome dei miei ex-colleghi). Ovviamente così non è per Alvaro De Alvariis alias Alvaro Penco che non ha mai ottenuto ciò che voleva e/o desiderava avere.

E' palese che le foto di cui De Alvariis ci accusa, sono foto antiche e che sono presenti sui libri. E che lui stesso ha detto di aver scansionato dai libri stessi. Attenzione: non stiamo parlando delle fotografie che lui ha scattato (e che per altro sono troppo recenti per poter comparire in "RS", essendo posteriori al 1990) ma stiamo parlando delle foto di Alinari, Primoli, Isituto Luce, di cui lui vanta la proprietà. Questo è semplicemente assurdo. Non basta scansionare una foto di Alinari per diventarne il possessore. Ma stiamo scherzando?

All'epoca, gli chiesi subito di inviarmi l'elenco delle foto di sua proprietà, che comparivano nelle nostre pagine, che le avremmo cancellate. Eravamo in buona fede ed eravamo pronti ad un gesto conciliante se lui ci avesse dato prove delle sue affermazioni. Ovviamente, non ha mai mandato quella lista perché non poteva vantare nessun titolo su di esse.

Quanto alla sua delirante denuncia, anche qui c'è da dire. Perché non è andato avanti con la denuncia? Perché se lo avesse fatto, ci saremmo rivolti alla SIAE per dimostrare chi fosse il vero proprietario. Che non siamo noi, naturalmente, ma nemmeno il de Alvariis, il quale a quel punto avrebbe dovuto rispondere di millantato credito con le conseguenze facili da immaginare.

Purtroppo ci siamo dovuti rendere conto che il de Alvariis non è mosso da buona fede, ma piuttosto da invidia per un riscontro di utenti che lui non ha mai avuto da quando ha creato il suo sito. Pur biasimando il comportamento di Rauco, che è stato scorretto nei confronti di De Alvariis, il De Alvariis si è comportato addirittura peggio, calunniando e diffamando diversi utenti di RS. E lo dimostrano le pubbliche scuse a cui ha dovuto ricorrere se voleva evitare le denunce degli utenti diffamati!

Tutto questo per evidenziare i comportamenti di chi si sente eroso da invidia per non aver avuto i riconoscimenti che egli si aspettava. E che noi, invece, abbiamo ricevuto senza aspettarceli.

Ecco qui. Direi che c'è un bel po' di materiale in più ora sulla questione. Voi cosa ne pensate?

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