"Rebibbia on the Wall" la libertà dell'arte in carcere

Rebibbia On the Wall

Perdere la libertà quando non senti di averla, forse non è percepita come una gran perdita, ma vivere intrappolati nel labirinto di sbarre e cemento di una prigione, che rende trasparenti gli spazi intimi e cela allo sguardo quello per cui vale la pena di vivere, deve essere terribile comunque, qualcosa che annienta del tutto la voglia di migliorare, se mai c’è stata, altro che redimersi.

Forse è anche per questo che l’associazione “La Rondine”, affiliata all’Uisp (Unione italiana sport per tutti) all’interno del carcere romano di Rebibbia continua a promuovere attività culturali, sportive e ricreative, come tornei di calcio, partite di pallavolo, corsi di formazione, spettacoli o il “Rebibbia On the Wall”, appena inaugurato nella sezione G12-Alta sicurezza della Casa Circondariale del Nuovo Complesso di Rebibbia.

100 metri quadrati di superficie decorata con un flusso astratto e sinuoso di tasselli colorati, 19 colori per la precisione, tanti e tali da distrarre lo sguardo dal grigio della parete attraversata ogni giorno per l'ora d'aria (quattro ore d'aria su ventiquattro), in antitesi con la ripetitività e la monotonia che scandisce le giornate di un detenuto.

Un’opera dinamica e multiforme nella quale scovare ogni volta movimenti, paesaggi ed emozioni diverse, forse anche un aquilone pronto a volare otre il muro, come quelli trascinati dal bambino inserito come elemento figurativo nel murales.

Dopo una fase progettuale di un mese e mezzo, per circa tre settimane dieci detenuti volontari hanno lavorato al murales durante le loro ore d'aria, con la supervisione artistica dei creativi dell’associazione Walls e di Rubiklab Studio, esperti di decorazione pubblica e wall design.

Il progetto di operazione artistica partecipata, inedito per il settore di massima sicurezza di un carcere italiano, è stato realizzato con il contributo dell’Ufficio del Garante dei Diritti dei detenuti della Regione Lazio, della Casa Circondariale del Nuovo complesso di Rebibbia e dell’Uisp Roma, che ha deciso di adottare la singolare opera stampandola sul milione e duecentomila tessere associative della stagione sportiva 2010-2011.

  • shares
  • Mail