Mercati rionali di Roma: chiude un banco su quattro

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Decisamente negativa la situazione dei Mercati rionali romani, luoghi non solo fondamentali per l'economia della città (e le tasche dei cittadini), ma anche per la cultura e la socialità. Spazi che in molti casi hanno segnato lo spirito di alcuni quartieri. La notizia arriva dai risultati di un'indagine condotta dall'assessorato comunale alle Attività produttive e prende in considerazione il secondo semestre del 2009.

I dati parlano chiaro: il 25% delle attività ha chiuso i battenti. Un banco su quattro ha smesso di esistere: su 5.343 banchi disponibili ne sono rimasti aperti 4.015 e l'andazzo non sembra migliorare in questi primi sei mesi dell'anno in corso. Anche se la situazione non è uguale in tutta la città (in alcune zone il mercato rionale resiste), i problemi ci sono per tutti.

Colpa -sembra- del mancato ricambio generazionale quando gli anziani decidono di smettere, ma anche della crisi con una perdita del 30%. Per di più dal prossimo 5 luglio arriva un decreto legislativo con cui il governo si adeguerà alla direttiva europea "Bolkestein".

Sostanzialmente la direttiva prevede la possibilità per le grandi società per azioni, di poter accedere allo svolgimento di attività commerciali su aree pubbliche: praticamente costringendo i piccoli esercenti a condividere lo spazio nei mercati con grandi gruppi che hanno enormi capitali alle spalle e una rete di distribuzione molto più efficace.

I rappresentanti della categoria sono già pronti alla protesta, così come è successo altrove (a Torino). Intanto sono previsti una serie di incontri con i rappresentanti della Regione per capire se e come la realtà dei mercati rionali capitolini verrà stravolta o potremo ancora aggirarci per i banchi senza imbatterci necessariamente nei marchi da supermercato.

Foto | Flickr

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