Roma in vendita: ecco i luoghi concessi dal Federalismo demaniale

L'asta non sarà certo affidata al personaggio interpretato dal principe Antonio de Curtis in "Totòtruffa '62", ma la sensazione è comunque spiacevole e avanza non pochi interrogativi. Stiamo parlando del Federalismo demaniale: una legge 'accessoria' del Federalismo fiscale che in poche parole mette alcuni immobili e aree demaniali a disposizione dei comuni.

A Roma è stata già approvato un primo elenco provvisorio di luoghi che andrebbero a rimpinguare il 'tesoretto' della città. C'è l'Idroscalo di Ostia, San Pietro in Vincoli, la facoltà di Ingegneria della Sapienza, il Museo Etrusco di Valle Giulia, il cinema "Nuovo Sacher" attualmente gestito da Nanni Moretti, l'ex Manifattura Tabacchi sulla circonvallazione Ostiense, una parte di Villa Ada e persino l'area del mercato di Porta Portese.

Il Comune potrà ottenerle a titolo gratuito e decidere se valorizzarle o 'alienarle': venderle solo se l'introito viene destinato all'abbattimento del debito pubblico. Per facilitare e garantire l'operazione, ad ogni area è stato attribuito un 'valore inventario'. L'Idroscalo vale 6 milioni e 700 mila euro, il "Nuovo Sacher" costerebbe a un potenziale acquirente 4 milioni e mezzo di euro. Stessa cifra per chi volesse aggiudicarsi il museo Etrusco di Valle Giulia.

La notizia non ha mancato di suscitare polemiche. Da una parte il sindaco Gianni Alemanno sostiene che il Federalismo demaniale apre "grandi possibilità per Roma", come nel caso dell'area dell'Idroscalo di Ostia che verrà riqualificata e -promette il sindaco- "non sarà destinata a espansioni edilizie". Dall'altra ci sono i Verdi e l'opposizione che temono non solo speculazioni, ma anche lo svilimento di luoghi importanti per la storia della Capitale. Voi cosa ne pensate?

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