As Roma: questa volta la cessione del club sembra vicina - Unicredit pronta a mettere all'angolo la Sensi


Era da tempo che non vi parlavamo più della situazione dell'As Roma. Da troppi mesi si inseguono e si rincorrono voci sul futuro del club e sulla sua possibile cessione. Indiscrezioni mai del tutto confermate. Questa volta, però, è necessario fare il punto della situazione: Unicredit e la famiglia Sensi sembrano arrivati, infatti, all'ultimo capitolo della storia del loro scontro economico-giudiziario. E, visto che la banca milanese è creditrice di oltre 325 milioni con i proprietari della Roma, si è ormai ad un passo dalla cessione del club da parte dei Sensi.

Facciamo un po' di chiarezza. UniCredit e Italpetroli (la controllante dell'As Roma) si sono date appuntamento a mercoledì prossimo per tentare di salvare il salvabile. In altre parole la banca ed i Sensi potrebbero ancora trovare un accordo per un'uscita soft degli attuali proprietari del club attraverso una conciliazione. Questo vuol dire che è in atto con un confronto per la valutazione economica degli asset di Italpetroli, Roma inclusa: una volta trovato il prezzo la Sensi lascerebbe ed Unicredit che, rientrata in possesso della somma prestata attraverso l'acquisizione gratuita di questi asset, estinguerebbe il debito con i proprietari del Club per poi cercare un acquirente per la Roma.

La Sensi, questa è la notizia, si è dunque arresa: la Roma passerà di mano. Il problema, ora, è la valutazione degli asset. Come noto Sensi valuta la Roma oltre 300 milioni, ma Unicredit molto meno. Se, dunque, non si troverà un accordo si arriverà entro l'estate al lodo, ovvero ad un giudizio vincolante da parte di un giudice. E se ciò avverrà, nonostante le alchimie giudiziarie messe in campo dalla Sensi in questi anni, la separazione dalla Roma sarà inevitabile visto che chi ha i debiti, di solito, deve pagarli... Anche in questo caso Unicredit si prenderà la Roma, ad un prezzo più basso (per questo la Sensi vorrebbe conciliare) e poi cercarà di venderla. A chi? Ancora non si sa, ma da molte fonti ritorna un possibile nome: quello dell'imprenditore farmaceutico Francesco Angelini.

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