Un angolo d'Arabia Saudita a piazza del Popolo

Un pezzo d'Arabia nel cuore di Roma. L'evento, dal 1 al 5 ottobre, organizzato per gli 80 anni di relazioni diplomatiche tra Italia e Arabia Saudita. Siamo andati a curiosare. C'è da rimanere stupiti.

Non passa certo inosservata la gigantesca tenda a piazza del Popolo. Ingresso libero (dopo quello ad inviti per l'apertura del 1°) per catapultarvi subito nel mondo dei sauditi, dove ogni dettaglio è esageratamente fastoso. Al suo interno susseguono spettacoli e danze folkloristiche, eventi di musica, gastronomia, turismo, moda, insieme a una mostra sull'arte calligrafica araba.


Faraonica. Con tanto di condizionatori spara aria gelida al suo interno. Nemmeno fossimo a Dubai. Manca solo la piscina (o la montagna, per intenderci).


Tutto per "promuovere" la conoscenza approfondita della monarchia del Golfo, glorificando, senza badare a spese, le consolidate relazioni di amicizia e gli importanti scambi culturali, economici e politici tra i due Paesi.


Ulteriore occasione sarà poi la mostra "Alla scoperta dell'Arabia Saudita. La terra del dialogo e della cultura", che dal 4 ottobre al 30 novembre sarà ospitata al Vittoriano, proponendo un excursus del prezioso patrimonio archeologico e storico-culturale del Paese.


I romani si affacciano incuriositi sotto il grande tendone che sembra la hall di un hotel di lusso. Oltre alle esposizioni varie, ci sono le degustazioni di datteri e piatti tipici, le applicazioni artistiche di henné realizzate da professionisti a disposizione degli ospiti dell'evento e le sfilate di costumi tradizionali.


Previsto anche un forum a Villa Madama presieduto dal ministro degli Esteri Emma Bonino, e dal collega saudita, Saud Al-Faisal. La delegazione saudita venuta a Roma è notevole. Tra gli altri vi sono il presidente della Commissione Saudita per le Antichità e il Turismo, Sultan bin Salman Bin Saud bin Abdul Aziz al Saud, il ministro dell'Informazione e della Cultura, Khaled bin Saud, il vice ministro degli Esteri, Mohammed bin Saud bin Khaled al Saud, il sottosegretario agli Esteri per l'Informazione e la Tecnologia, Abdulaziz bin Mohieddin Khoja, e l'ambasciatore saudita in Italia, Saleh Mohammad Al Ghamdi.

Cortesia e disponibilità da padrone come sempre. Resta un dubbio "energetico" sulla necessità di certe occupazioni di suolo pubblico. Ma siamo certi che la risposta prevede interpretazione economica di un certo rilievo...

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