Antropologia urbana: lo zozzone slow-food


Al limitare preciso in cui - per raggiunti limiti di igiene - si fuoriesce dalla categoria zozzo accasato e, a causa dell'arredamento minimal e dell'odore di culatello, si comincia a rientrare nel post-ristoratore alla luxury kebabbaro; giusto sul confine fra i rioni Parione e Regola; dal lunedì al sabato Giuseppe di PanDivino spalanca la sua saracinesca, e le nostre papille ringraziano, inarcandosi in sola lunga ola gustativa.

E' consigliatissimo da numerosi rapper intelligenti e blogger a dieta - che sono un po' i camionisti dei posti come questo: il segnale d'allarme, quando ne scorgete all'entrata tanto le utilitarie vibranti d'amplificatori, quanto le vespe Euro 0, prive di cavalletto ma ricolme d'amore, che un certo livello qualitativo è stato infranto.

Giuseppe non mancherà mai di consigliare a ciascun cliente il panino meno adatto al suo regime calorico, con un sorriso e una mano che accarezza già teneramente un pezzo di lardo di Colonnata, quasi ammirato, come se tutti non fossimo altro che falsi grassi alla ricerca della verità.

Non conosco un altro posto in un si possa pasteggiare a chinotto Neri, sull'unico tavolino a disposizione, con un amico e un vassoio di tapas di pane con miele, mandorle e caciotta, dopo essersi tolti lo sfizio di un panino con lonza all'arancia e provola.

E il tutto all'insegna del vecchio, caro "è una ricetta semplice, puoi farla anche tu con", tanto demagogica qui come sulle confezioni dei primi biscotti del Mulino Bianco, perché, in fin dei conti, provateci voi, nel pieno centro di Roma, a dosare la giusta quantità di speck in rapporto ai pistacchi, senza peccare di ingratitudine nei confronti di alcuno degli ingredienti, delle rispettive regioni di provenienza, e dei loro testimonial Gustavo Thoeni dalla locandina dietro il bancone e Rosario, l'amico nostro, rimasto indietro alla fila per l'indecisione.

Eppure, per quanto, da un punto di vista meramente gastronomico, possa risultare insuperabile un'insalata non dietetica da PanDivino, allargando alla comparatistica del genere, il vero picco del godimento restano i momenti in cui, in assenza di una toilette locale, chi ne avesse davvero bisogno, dovrà farsi largo, dopo tanta raffinatezza, nientemeno che nel McDonald's di corso Vittorio, e annegare le pene dell'attesa, diviso fra quelle due puzze così simili del bagnetto e della friggitrice, ricercando nello sguardo perduto di ogni teenager in estasi quanto a quei tavoli effettivamente si stiano perdendo.

PanDivino
via del Paradiso, 39
(Campo de' Fiori)
Roma

foto | 06blog.it

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