Crisi: Roma svuotata di bar e ristoranti

Confesercenti: da gennaio 2013 nella Capitale due chiusure al giorno

Alla faccia del vecchio adagio romanesco “li sòrdi mejo spesi sò quelli che tte magni” che ci aveva fatto illudere sulla solidità di qualunque business mangereccio (a patto che fosse di qualità, s’intende) all’interno del raccordo anulare, ecco la mannaia della crisi economica abbattersi sottoforma di dati della Confesercenti: tra bar e ristoranti nei primi 8 mesi del 2013 si sono registrate due chiusure al giorno.

Una vera e propria ecatombe da circa 8 milioni e mezzo di cessazioni attività alla fine di agosto contro quasi sei milioni di iscrizioni di nuovi avvii commerciali: in pratica da gennaio 2013 ad aver chiuso i battenti a ritmi forsennati sono circa 417 posti, tra cui, magari, c’era il nostro preferito. Ma non va meglio - e non è un segreto – neppure negli altri settori, a partire da quelli collegati: nel catering si registra un saldo negativo di 112 imprese, comprese quelle attive nelle scuole e negli ospedali, mentre di bar a ‘morire’ sono stati oltre duemila.

Anche nell’alloggio non va meglio, pur in una città che potrebbe vivere di solo turismo: sono 371 gli alberghi e affini che hanno chiuso quest’anno e che proseguono questo assurdo trend di ‘desertificazione commerciale’, che se non succede qualcosa di davvero buono spegnerà per sempre le luci nelle nostre strade, visto che tra una chiusura su 4 riguarda un negozio d'abbigliamento (addio passeggio per le vetrine).

Che i negozi di ‘vicinato’ alimentare fossero una razza in via d’estinzione probabilmente lo sapevamo già da tempo, con l’avvento della grande distribuzione prima e dei mega centri commerciali poi, ma ora stiamo davvero toccando il fondo: ne esiste meno di uno ogni mille abitanti! La cosa mi tocca personalmente: domani chiuderà l’unico supermercato che ho sotto casa e dove andrò a fare la spesa se non ci sono vicine nessuna delle 924 macellerie, dei 1180 negozi di ortofrutta e dei 2261 altri alimentari generici che sopravvivono in città?

E pensare che, censimento alla mano, di residenti in Comune siamo due milioni e 641.930. A proposito di Comune, inteso come Campidoglio: lì in questi giorni si sta dibattendo un’altra crisi, quella di bilancio, con un buco da sanare che ammonta a 870 milioni di euro. Speriamo che almeno da questo fronte arrivino notizie positive…

Foto | sciain

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