Michael Jackson’s Memorial Tribute Annullato: le ragioni dei fan

Qualche giorno fa il WorldLive Entertainment ha dichiarato ufficialmente l’annullamento del “Michael Jackson Memorial Tribute” previsto per il 25 giugno a Roma, a causa di una prevendita di biglietti inferiore alle aspettative, una cosa poco credibile per non dire sospetta, che merita come minimo un approfondimento.

Sondando le opinioni della controparte chiamata in causa, facendo riferimento alle esperienze personali di fan come Ingrid Tassotti e familiari come Randy Jackson, sono giunta all’associazione Make that Change, che si è fatta portavoce del disappunto di estimatori e fan dell’artista scomparso, di quanti contestano le dichiarazioni fatte dalla stessa società organizzatrice in merito all’assenza di risposta del pubblico italiano all’evento, addotta come motivazione della cancellazione del tributo e soprattutto di tutti i fan indignati dalle speculazioni di eventi benefici di tale entità.

Incredibile per tutti e ancor di più per i milioni di fan sparsi in tutto il mondo, questa presunta assenza di risposta del pubblico italiano all’evento sembra aver avuto origine da una serie di perplessità e inadempienze che hanno caratterizzato l’organizzazione del tributo sin dall’inizio, dalla destinazione “vaga” dei ricavi in beneficenza, ad affermazioni speculative e diffamatorie riguardo la presunta partecipazione dello stesso Jackson “vivo” all’evento sotto mentite spoglie.

Avendo a disposizione una cronologia di fatti, eventi e testimonianze raccolta da chi ha sempre avuto a cuore la memoria di un’artista che nonostante i trascorsi controversi ha saputo guadagnarsi la stima e il rispetto di milioni di persone, non necessariamente fan, lasciandoci un patrimonio musicale inestimabile, ho deciso di riportarla integralmente, se non altro per concedere possibilità di replica a chi si è sentito offeso e indignato da tutta questa faccenda, e offrire un punto di vista in più a chi non ha seguito la faccenda da vicino.

L’associazione Make that Change, che nasce come punto di raccolta di coloro che sono impegnati a ristabilire la verità su Michael Jackson e tutto ciò che lo riguarda, si fa portavoce del disappunto generato tra gli estimatori del signor Jackson dal comunicato stampa rilasciato dalla Worldlive Entertaintment in seguito all’annullamento del “Michael Jackson Memorial Tribute” previsto per il 25 giugno a Roma e contesta le dichiarazioni fatte dalla stessa società organizzatrice in merito all’assenza di risposta del pubblico italiano all’evento, addotta come motivazione della cancellazione del tributo.

Oltre a voler sottolineare quanto siano poco credibili affermazioni che inducano a pensare che Michael Jackson, il più grande entertainer di tutti i tempi che vanta milioni di fan in tutto il mondo, non abbia abbastanza sostenitori in Italia disposti a partecipare ad un tributo in suo onore, ci opponiamo all’ipotesi del tutto arbitraria secondo la quale “pochi veri fan avrebbero capito il vero senso dell’evento”.

La suddetta ipotesi risulta agevolmente smentita non solo dal rifiuto di tutti gli estimatori del Re del Pop di venir divisi in sterili classificazioni tra “veri” e “falsi” fan, che rinnegherebbe quel principio di amore universale di cui Michael Jackson è stato instancabile promotore durante tutta la sua vita, ma anche dal gran numero di discussioni che tutte le comunità web a lui dedicate hanno portato avanti per confrontarsi sui fatti che hanno accompagnato questo tributo in tutte le fasi della sua organizzazione.

Ripercorrendo tali fatti, testimoni oculari della conferenza tenutasi il 18 aprile 2010, nella quale una collaboratrice della Worldlive preannunciò l’evento, ne riportarono la dichiarazione in base alla quale Michael Jackson sarebbe vivo e avrebbe preso parte all’evento stesso, anche se non avrebbe potuto che rimanere dietro le quinte e sotto la protezione di un travestimento. Questa dichiarazione fu ripresa anche dalla giornalista Raffaella Serini nel suo articolo sulla rivista Vanity Fair, unico organo di stampa presente alla convention, che costituì la prova documentale dell’evidente speculazione sottesa a simili parole, sulla quale fu avviata un’intensa campagna di boicottaggio dell’evento.

I fan italiani raggiunsero anche il fratello di Michael, Randy Jackson, che, andando in fondo alla faccenda, decise di intervenire in loro favore condannando apertamente il tributo in una serie di tweets comparsi sul suo account twitter dei quali riportiamo qui di seguito un breve estratto:

“Sono seriamente preoccupato per questo tributo a mio fratello che dovrebbe tenersi il 25 giugno a Roma. Ho quattro preoccupazioni. Primo, dove andranno a finire i ricavi provenienti dalla vendita dei biglietti? Secondo, il coordinatore sta dicendo ai fan che mio fratello è vivo e sarà lì sotto travestimento. Questo mi disturba profondamente. Terzo, ho licenziato Brian Oxman, che è ancora sotto le restrizioni impostegli dalla relazione avvocato - cliente con me e non può parlare pubblicamente. E per ultimo, la mia famiglia ha in programma di andare al Forest Lawn il 25 Giugno”.

Aggiungiamo che, subito dopo la notizia dell’annullamento, lo stesso Randy ha ringraziato tutti coloro che lo hanno supportato nei suoi sforzi perché questo tributo venisse cancellato.
L’avvocato Brian Oxman, al quale Randy fa riferimento, era stato anch’egli annunciato fra gli ospiti del tributo a Roma, così come i fratelli Marlon e Tito Jackson ed i figli di quest’ultimo (la band 3T), che però, secondo Randy, sarebbero andati al Forest Lawn, il cimitero dove riposa Michael Jackson, nella stessa data del 25 giugno.

Riguardo alla questione sollevata da Randy in merito alla destinazione dei ricavi dalla vendita dei biglietti, gli organizzatori rimasero a lungo vaghi su quali fossero le associazioni destinatarie della percentuale sugli incassi, anch’essa non specificata. Dopo aver subito numerose sollecitazioni, dichiararono che sarebbe stato devoluto all’ospedale San Raffaele di Milano il 10% appena degli introiti. C’è da evidenziare che il suddetto ospedale, raggiunto telefonicamente da alcuni fan, rispondeva di essere stato sì contattato dagli organizzatori, ma di non aver poi ricevuto alcuna conferma del fatto che la donazione sarebbe stata effettivamente devoluta alla loro struttura. Occorre anche precisare che l’evento aveva il seguente sottotitolo: “il concerto di beneficenza per i bambini del mondo”.

La successiva, inevitabile defezione della famiglia Jackson portò la Worldlive Entertainment a riorganizzare il gruppo di artisti aderenti all’evento, generando un ciclo ripetuto di annunci e smentite relativi ad alcuni nomi di richiamo, in conferenze stampa convocate ma mai effettivamente realizzate. Ancora in data 09 giugno 2010, il giorno antecedente all’annullamento, il cast definitivo non era stato ancora reso noto, ma lungo le strade romane erano comparsi da poco più di 24 ore dei nuovi cartelloni pubblicitari che davano il Palalottomatica come sede del tributo in sostituzione dell’Olimpico, senza che questo fosse stato in alcun modo comunicato ufficialmente (e senza che si provvedesse a cambiare la location sui siti di prevendita).

Oltretutto, le notizie riportate dagli organizzatori sulla pagina ufficiale dell’evento del social network Facebook in riferimento al numero dei biglietti venduti (precedenti al trasferimento dell’evento presso il Palalottomatica), indicavano una cifra di molte volte superiore ai 3.500 biglietti che sono stati poi dichiarati a seguito della sua cancellazione, e anche di gran lunga superiore alla capienza dello stesso Palalottomatica.

C’è infine da sottolineare che, se nel periodo di promozione dell’evento i diretti responsabili erano presenti sui forum ed i social network per mettere a tacere, in alcuni casi anche in modo aggressivo, le critiche all’organizzazione e continuare a rassicurare sull’effettivo svolgimento del tributo, in seguito all’emissione del loro ultimo comunicato stampa i loro account sono stati disabilitati, impedendo ai 3.500 fan in possesso del biglietto di ricevere una risposta diretta e pubblica alle loro legittime rimostranze.

Alla luce di tutto questo, ci sembra implacabilmente evidente che la Worldlive Entertainment è da ritenersi l’unica responsabile del suo totale fallimento, per aver assunto dall’inizio alla fine dell’intera vicenda una condotta per nulla trasparente e competente. Tutti i fan italiani di Michael Jackson che possiamo rappresentare ci tengono a far sapere che non sono disposti ad accettare alcuna speculazione su questo artista e uomo straordinario e che, per quanto desiderino veder realizzato un tributo degno della sua portata artistica, fin quando soggetti più o meno improvvisati intenderanno semplicemente sfruttare il suo nome, continueranno a scegliere di rendergli omaggio radunandosi nelle piazze italiane e partecipando ad eventi di chiara finalità benefica, come hanno fatto tutti i giorni di questo primo, doloroso anno.

  • shares
  • Mail
3 commenti Aggiorna
Ordina: