LunEur di Roma: dal parco meccanico più antico d’Italia al Baby Park

Uno sguardo alla ruota panoramica del LunEur, il parco meccanico più antico d'Italia, pronto a trasformarsi in Baby Park nel 2014.

La ruota panoramica che si staglia all'orizzonte di Roma Sud, resta uno dei simboli del parco meccanico più antico d'Italia, per un po' anche uno dei più grandi in Europa, dove per mezzo secolo generazioni di grandi e piccoli hanno sbirciato il mondo dall'alto e a velocità vertiginose, attraversando tunnel dell'orrore e labirinti di cristallo, percorrendo i binari della fantasia con il Treno delle Miniere, il Lideur Boats e il vecchio Nessie (il mostro di Lochness) intorno al laghetto.

L'infanzia agitata con brio da Tagadà, seggiolini volanti, vecchi galeoni dei pirati, e flipper, salita fino all'Himalaya e restata nell'oblio con la chiusura del parco, da tempo in procinto di riaprire come baby Park (da 0 a 12 anni) per le famiglie delle migliaia di congressisti attesi nell'Eur in cantiere con Nuvole di Fuksas, acquari sotterraneitorri giardino e case di vetro.

Una lunga storia nata nel luglio del 1953 con una Fiera dell'Agricoltura, e il nome di LunEur scelto da un referendum, per un parco che non è restato al passo con i tempi e gli interessi imprenditoriali, e dopo catene umane in piazza, interrogazioni parlamentari, contenziosi, cause, raccolte firme, e il bando vinto da Cinecittà Enterteinement, si prepara a riaprire conservando del vecchio parco solo il nome, e forse qualche vecchia attrazione, ristrutturata per mantenere il fil rouge tra il vecchio e il nuovo, dopo l'anteprima (a quanto pare abusiva) presentata nell’area antistante l’Auditorium Parco della Musica.

Il luogo delle meraviglie della nostra infanzia, chiuso dal prefetto nel 2008 per garantire la messa in sicurezza della zona, dove Pinocchio impiccato sulla Quercia Grande, e le giostre ricoperte di erbacce, restano nello stato di completo abbandono che si può scorgere on line grazie ai contributi di video, fotografie e suggestivi sgorbi quotidiani, in parte segnalati anche sulla pagina social di Ridateci il LunEur, il gruppo che si batte per la conservazione di parco e vecchie atmosfere, mentre per il passato possiamo ormai affidarci solo alla memoria e tributi nostalgici.

Dal gruppo Riapriamo il Luneur creato dai fruitori del parco, che conta quasi 3800 persone tra sub conduttori e nostalgici che si battono per conservare l'atmosfera vintage e sentimentale del LunEur, parte anche una nuova petizione a caccia di sostenitori, ospitata dalla piattaforma Firmiamo.it.

A quanti piacerebbe portare i propri figli dove giocava, volava e sognava grandi avventure da piccolo? Un luogo conservato come un pezzetto di storia di questa città eterna, immolata al ricordo ovunque, anche dove è più la spesa che l'impresa, soprattutto se come adulti, genitori o educatori in generale, non allevate i piccoli all'era digitale tenendoli connessi tutto il giorno, o solo buoni con i giochini sul telefonino di mamma e papà.

Pensate forse che i turisti che passano per Roma, si lascerebbero scappare l'opportunità di fare un viaggetto ludico nella storia, soprattutto dopo aver inserito l'amena attrazione, opportunamente ben presentata, nei pacchetti dei tour operator?

Di fatto, a margine dell'inaugurazione della nuova strada che collega i quartieri Laurentino e Ferratella, il presidente del IX Municipio, Andrea Santoro, si è pronunciato anche sulle future sorti del LunEur romano, incapace di reggere il confronto con il Rainbow MagicLand di Valmontone e quello in cantiere a Castel Romano.

«La ruota tornerà a girare. Abbiamo effettuato un sopralluogo: finalmente sono ripartiti i lavori partendo dalla messa in sicurezza e dall'impiantistica. In questi giorni stiamo, inoltre, vedendo come interagire con i vecchi concessionari. Cambierà molto perché sarà un parco differente da quello che era: avrà un taglio per i bambini da zero a 12 anni. Resteranno alcune giostre storiche ma cambierà la concezione del parco». «La notizia è che c'è una data di fine lavori, ovvero primavera 2014 ridando così l'area alla città».

La ruota panoramica dell'Eur tornerà quindi a girare, se non altro per non privare lo skyline della capitale italiana di un simbolo così caratteristico, anche se per il momento è il caso di rimandare la constatazioni di somiglianza con quella del famoso Wurstelprater che svetta nel Prater viennese sin dal 1897, capace di rinnovarsi nel corso del tempo, integrando vecchie e nostalgiche attrazioni con mutate esigenze e progressi, o con quella del Luna Park di Coney Island, risorto in un area diversa, per giunta grazie agli italiani, il cui ricordo resta immutato ormai sono in cult movie come I guerrieri della notte di Walter Hill, e progetti fotografici.

Foto | Wikipedia

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