IMU, tassa sui rifiuti, tagli e rincari di Roma Capitale per far quadrare il bilancio

Dall'aumento dell'IMU al ribasso dei contratti delle aziende, uno sguardo alle simulazioni su rincari e tagli per far quadrare i conti del bilancio di Roma Capitale.

Il tempo incalza e i conti da far quadrare entro lunedì 30 settembre sono quelli di Roma Capitale, con 867 milioni di debiti e poche risorse per chiudere il bilancio, da recuperare con l'aiuto di Palazzo Chigi, ma anche con tagli e rincari che lasceranno parecchi scontenti.

L'ammanco presentato alla commissione bilancio dall’assessore capitolino Daniela Morgante, ha accumulato i debiti ereditati dalla passata gestione e la riduzione di 500 milioni dello Stato, mentre attende i 400 milioni promessi della Regione per il trasporto pubblico locale, che la Regione non può versare a causa del debito sanitario.

Richiede quindi misure drastiche, anche nel caso che il ministero dell’Economia conceda la possibilità di stornare nelle casse del Comune 550 milioni destinati alla gestione commissariale del debito pregresso, da restituire con i bilanci dei prossimi dieci anni.

Le simulazioni sul rincaro delle tariffe e i tagli alla spesa per recuperare le risorse necessarie, contemplano l'aumento 0,30% al metro quadro della tariffa per la già scandalosa raccolta dei rifiuti una volta diventata "service tax", ma anche dell’aliquota Imu sulla prima casa, dal 5 al 6 per mille. Un aumento fittizio di una tassa abolita che punta ad incassare il rimborso maggiorato del governo, per quanto improbabile.

Sembrerebbe per ora scongiurato il ritocco di Cosap, tassa di soggiorno per i turisti, e dell’addizionale comunale Irpef per i romani, che altrimenti salirebbe dal record nazionale dell'attuale 0,9 per cento record di oggi all’1,2.

Tempi e modalità di una parziale dismissione del patrimonio comunale, sono ancora allo studio del vicesindaco Nieri, mentre diventa necessaria la sua valorizzazione, come è certa la revisione a ribasso di tutti i contratti delle aziende che lavorano con il comune.

Contratti standard e maggiore rigore contabile, che si estende anche ai municipi progressivamente dotati di autonomia di spesa e nelle entrate.

Mentre oggi la Morgante illustra il piano dei tagli in giunta e ai consiglieri di maggioranza, a noi non resta che incrociare le dita sperando di non diventare i destinatari dei sacrifici più ardui, come al solito.

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