Bollette pazze, Marino scrive ad Acea: "Maggiore attenzione all'utente"

Bollette pazze, gestione dei call center, conflitti d'interesse ed orientamento al profitto degli azionisti: Ignazio Marino bacchetta Acea

Il sindaco Ignazio Marino ha preso carta e penna e scritto al presidente di Acea Cremonesi e all'amministratore delegato Gallo aprendo un nuovo fronte nella guerra alle governance delle municipalizzate di Roma: sotto l'obiettivo del sindaco le "bollette pazze", un fenomeno ancora irrisolto all'attenzione dell'Autorità per l'energia elettrica ed il gas e che potrebbe costare al Comune milioni di euro in sacrosante class-action dei cittadini, ma non solo.

La gestione allegra di Acea è al centro della lettera di Marino, che descrive una municipalizzata più orientata al profitto degli azionisti che non all'erogazione di servizi puntuali, utili e funzionali al cittadino romano:

"Richiamo la vostra attenzione al rilievo pubblico e all'impatto, anche socialeche le attività del gruppo Acea ricoprono soprattutto a livello del territorio di Roma Capitale. A tal proposito, infatti, destano particolare preoccupazione a chi scrive alcune circostanze che vedono implicate diverse società del gruppo in relazione al fenomeno delle 'bollette pazze' che, mi auguravo, fosse da tempo definitivamente concluso. [...] alcune notizie riportate dalla stampa di livello nazionale evidenziano delle criticità nella gestione dei call center e, in generale, nel rapporto con i clienti, sottolineando tra l'altro possibili conflitti di interesse stante la compresenza di alcuni soggetti tra gli azionisti di Acea e tra i proprietari degli outsourcer ai quali è affidato il servizio."

Il sindaco di Roma ha inoltre posto l'accento sugli obiettivi "non economici" di Acea, pur sempre prioritari nonostante il debito accumulato di 2,4 miliardi di euro che impone nuove regole ferree nella gestione del management, ricordando anche la due diligence da lui stesso avviata di recente, che prevede l'analisi della good company e della bad company per poter capire i margini di intervento in Acea.

Quello di Marino è un vero e proprio avvertimento formale ai vertici di Acea che non è piaciuto nè al management nè ai grandi azionisti del gruppo, accusati di ricercare più il profitto che l'efficienza aziendale: da piazzale Ostiense prendono tempo, richiamando il rispetto della normativa vigente con le modalità disciplinate dal testo unico della finanza e dai regolamenti Consob per le società quotate, scacciando ipotesi di conflitti di interesse e riservandosi qualche giorno per replicare al sindaco.

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