Se in piazza protestano i robot

Ieri in diversi punti di Roma, piccoli robot indignati sono scesi per strada per attirare l'attenzione sui temi dell'innovazione tecnologica che manca nei programmi scolastici italiani.

Piccoli robottini, con in mano cartelli con slogan tipo "MICRO CHIP = MACRO SAPERI" hanno sfilato per Via Cola di Rienzo e Vicino Piazza Risorgimento in mattinata, mentre nel pomeriggio si sono radunati davanti al Ministero dell'Istruzione a Trastevere (MIUR).

L'esercito di robottini che marciavano ha suscitato molto curiosità nei passanti che si fermavano a guardare ed ascoltare lo slogan del robottino con l'altoparlante.

L'iniziativa è stata ideata dagli studenti dell'Istituto Quasar, da anni impegnato nella formazione di creativi, grafici e progettisti con corsi didattici di alto profilo, che hanno organizzato una marcia di piccoli manifestanti cingolati per sensibilizzare la politica italiana su questo tema.

Una manifestazione simbolica per dimostrare quello che si può realizzare con materiali semplici ed economici eD un budget limitato ma con buone conoscenze tecnologiche. Potrete rivedere tutto sulla pagina Facebook dell'Istituto.

Tali conoscenze richiedono appunto una formazione più al passo con i tempi e che includa finalmente anche loro all'interno dei programmi scolastici. Dai giochi alle operazioni chirurgiche più complicate fino ai lavori domestici, i robot affiancano ormai da tempo gli esseri umani nello svolgimento di numerosi compiti.

Eppure nei programmi scolastici italiani non c'è un reale impegno per istruire fin da giovani gli ingegneri e i tecnici del futuro su certi temi o anche semplicemente per creare confidenza con una tecnologia ormai conquistata fuori dai banchi di scuola.

Basati sulla celebre scheda di prototipazione Arduino, questi robot coniugano design e tecnologia in modo semplice e immediato grazie a un’accattivante struttura di alluminio ispirata all’immaginario anni 50, al cui interno si celano circuiti, chip e componenti elettronici.

Molto più educati, civili e puliti degli studenti e dei comizianti nostrani. Va detto. Ma attenti a sottovalutarli, perché fareste un errore imperdonabile, stile "Ridere per Ridere" del grande John Landis.

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