Roma arDente: Officina Cucina Bistrot ai Colli Portuensi

Un ristorante minimal chic dove andare tutte le sere

Se capitate per caso in zona, oppure abitate dalle parti dei Colli Portuensi e volete far conoscere a un amico la bellezza (e la bontà) del vostro quartiere, direi proprio che Officina Cucina Bistrot è il posto che fa per voi. Non fatevi ingannare dalle apparenze: la gestione non è affatto indecisa se fare di questo posto un’officina o un bistrot! Io lo definirei piuttosto un ristorantino piacevole, molto moderno e funzionale, in cui assaggiare sia piatti della tradizione gradevolmente rivisitati, sia sperimentazioni ben riuscite, in un menu che fa del suo punto di forza l’essere rinnovato completamente ogni 50 giorni.

Insomma, quello che conta è la stagionalità e seguire i ritmi della natura anche al mercato e, di conseguenza, nel piatto! In questo periodo, ad esempio, non potrete che trovare le primizie autunnali, come la zucca, declinata in un ottimo spaghetto alla chitarra condito con ragù bianco e mortadella. Ma sono notevoli anche gli altri primi che abbiamo assaggiato (tanta voglia di pasta, perciò saltiamo l’antipasto), come la gricia alle zucchine e i tonnarelli con pomodorini e cozze, in cui, però, secondo il nostro palato, avevano dimenticato un bel po’ di pecorino.

Secondi e contorni non sono da meno per recupero di piatti della tradizione, come nel caso del brasato alla picchiapò, che in pratica è bollito ripassato con un’invitante salsina di pomodoro e cipolla, profumatissima, o lo spezzato di manzo birra e miele, rivisitazione di alcuni piatti tipicamente nordici. Insomma: zucca con ragù di carne; miele e birra: come vedete lo chef gioca molto sugli equilibri e direi che vince sempre. Quanto alla stagionalità, pure ci siamo, e ricordatevi che se lascerete all’ingresso la vostra mail, sarete costantemente informati su ogni cambiamento del menu.

Ci facciamo accompagnare anche da un bel piatto di cicoria all’agro e di melanzane e zucchine grigliate che a casa non vengono mai allo stesso modo (il segreto sarà mica nell’uso del forno?!), mentre a nostro giudizio la cucina (ma forse qui più l’officina e volendo anche il bistrot) dovrebbe lavorare maggiormente sui dessert: le uniche proposte sono tiramisù e crema catalana al bicchiere, tanto che preferiamo prenderci un bel gelato fuori. Senza vino (neppure ci chiedono se gradiamo!!!) e con il pane il conto totale ammonta a 85 euro: un buon prezzo.

E alla fine due parole che sarebbero state meglio all’inizio: il locale è grazioso e l’atmosfera rilassante, tranne quando vicino ti arriva una tavolata di 12 persone (ma poteva accadere ovunque); tutto è giocato sui toni del legno e del sughero e i tavoli sono apparecchiati con tovagliette di carta-tessuto dai colori forti. Peccato non faccia più tanto caldo, perché il locale dispone di un ampio giardino riparato che ha il pregio di affacciarsi su una strada poco trafficata e che d’inverno, con un gioco di porte a vetri, può diventare una sorta di sala-giardino. Unica nota stonata il maitre – chiamiamolo così – con un accento romano davvero stonato per un posto che vuole darsi un tono e che ci riesce in tutto… o quasi.

Officina Cucina Bistrot
Via Gandiglio, 97/99
00151 – Roma
Tel 0645494502
info@officinacucinabistrot.com
www.officinacucinabistrot.com

Foto | stu_spivack

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