Gita fuori porta: a Vallepietra per la sagra della patata

Un fine settimana tra sacro e profano, tra piaceri della gola ed esaltazione dello spirito

Sinceramente, pur avendo una casa in montagna non molto lontano da lì, non sapevo che a Vallepietra in settembre si svolgesse un’appetitosa sagra della patata, credevo che nel Lazio l’unica dedicata al tubero fosse quella che più in là in inverno ha luogo a Leonessa, nel Reatino. Insomma, un motivo in più per recarsi, questo weekend, nel piccolo borgo di montagna a degustare gnocchi al sugo, salsicce con patate, oppure le classiche patate in bianco condite con mentuccia locale, al prezzo popolare di soli 10 euro!

Gli organizzatori ci aspettano a braccia aperte per augurarci buona magnata, ma mai come questo weekend la gita che vi proponiamo ha un risvolto culturale molto importante. Appena fuori dall’abitato del paese, infatti, potrete visitare il superbo santuario della Santissima Trinità, antico luogo di culto popolare e ancora oggi meta di pellegrinaggi devoti, collegato con i più famosi conventi benedettini di Subiaco e probabilmente ricavato in un insediamento rupestre risalente al Neolitico.

Vi sembrerà un posto strano – anche se estremamente suggestivo e panoramico – per una struttura religiosa, ma dovete pensare che Vallepietra, al limite della provincia di Frosinone quasi al confine con l’Abruzzo, si trovava proprio a un incrocio di vie della transumanza, e quindi costituiva luogo d’incontro per pastori e contadini. Questo weekend, inoltre, potrebbe essere una delle ultime occasioni utili per visitare il santuario, che essendo parte di un eremo, è aperto solo d’estate, dalla fine di maggio alla fine di ottobre. Di particolare rilievo è l’affresco dedicato – appunto – alla Santissima Trinità, che porta in sé echi della cultura e della tecnica mosaicistica bizantina e risale al XII secolo, ma certamente da non perdere sono anche le catacombe.

Altro luogo d’interesse, però naturalistico, nei dintorni di Vallepietra, è il Parco naturale dei Monti Simbruini, che oltre a racchiudere splendidi esemplari di latifoglie e conifere, ma anche di muschi e licheni, ai più fortunati o attenti offre anche la possibilità di avvistare marmotte, tassi, lupi dell’Appennino, ma anche rapaci quali falchi pellegrini e addirittura l’aquila reale, che altrove è completamente scomparsa.

Foto | Mei Man Ren Sheng

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