Il Papa ai sacerdoti di Roma: contro la fatica usate la creatività

Il Pontefice ha incontrato i preti della diocesi a San Giovanni in Laterano

Nuovo appuntamento, oggi, per Papa Francesco nelle vesti di vescovo di Roma: l’incontro con il clero della città riunito per l’occasione in cattedrale, cioè a San Giovanni in Laterano. È la seconda volta, in questi primi sei mesi di pontificato, che il Santo Padre si ritrova assieme ai ‘suoi’ preti, ai quali aveva chiesto di venire dopo aver letto una sua riflessione per i sacerdoti di Buenos Aires nel 2008, a seguito della conferenza ad Aparecida del clero latino-americano.

Il Papa ha esordito senza negare la realtà: il lavoro del sacerdote è un lavoro faticoso, ma ha distinto tra la “fatica del lavoro”, quella che conoscono tutti coloro che fanno bene il proprio dovere e a fine giornata si sentono giustamente stanchi, e la “fatica del cuore”, che a un prete prende quando non è più a contatto con il suo popolo. In più, per i sacerdoti anziani, può esserci anche la “fatica finale”, quando ci si guarda indietro e vengono dubbi sull’utilità della propria vita.

Ai sacerdoti che vivono la difficoltà del loro ministero, Francesco consiglia di accostarsi al Tabernacolo, ogni sera, per salutare il Signore e riflettere con lui su quanto fatto, di addormentarcisi addirittura davanti se necessario! Poi si può cercare anche la vicinanza e il conforto degli altri sacerdoti e del vescovo, per il quale i preti devono essere il primo ‘prossimo’ e viceversa. Per scongiurare la fatica della missione, il Papa suggerisce anche di usare la creatività, che non significa “fare qualcosa di nuovo”, bensì trovare strade nuove attraverso le quali annunciare il Vangelo, partendo dalle piccole cose, come venire incontro alle famiglie negli orari per il catechismo o per la preparazione ai sacramenti.

Papa Francesco racconta ai sacerdoti di sognare una chiesa aperta tutto il giorno e sempre pronta ad accogliere i fedeli, qualunque necessità essi presentino: che sia far celebrare una Messa per un proprio caro defunto, o richiedere un certificato. In chiusura il Pontefice – a chi glielo chiedeva – ha rivelato di sentirsi ancora soprattutto e semplicemente un prete: “Se voi vedete che un giorno avrò perso questo, ditemelo, se non potete privatamente, ditemelo pubblicamente: ‘Guarda, convertiti!’”.

Infine un riferimento alla misericordia di Dio, che nel ministero sacerdotale deve tradursi in amore per i fedeli e nel ritorno al ‘primo amore’ che è Cristo, ma che deve essere un punto fermo anche per i laici e nelle famiglie, di cui le esigenze devono sempre essere messe al centro dell’attività pastorale. Ed è per la santità di tante mamme e papà che lavorano ogni giorno per i propri figli il suo ultimo pensiero: “Grazie a loro oso dire che la Chiesa non è mai stata tanto bene come oggi. La Chiesa non crolla: sono sicuro, sono sicuro!”.

Foto | Christus Vincit

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