Varata la Finanziaria 2011: tagli e tasse per Roma, Province e Regione

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Il consiglio dei Ministri ha varato la manovra per il 2011-2013. Il Presidente del Consiglio spiega che il 'messaggio' è chiaro: "Lo Stato deve costare meno ai cittadini”. Uno dei punti più controversi e discussi è quello dei tagli a Regioni, Provincie e Comuni. Oltre 10 miliardi in due anni (2011 e 2012) chiesti alle Regioni, mentre un risparmio di 1 miliardo e 100 milioni nel 2011 e 2 miliardi e 100 milioni nel 2012 viene imposto ai Comuni e alle Province. Vediamo come questo potrà incidere sulla Capitale.

Alla città di Roma, la manovra economica potrebbe costare caro innanzi tutto per uno dei settori trainanti: il turismo. E' prevista infatti l'introduzione di una tassa fino a 10 euro a persona, per ogni notte trascorsa "nelle strutture ricettive della città". Indignato Giuseppe Roscioli, il presidente della Federalberghi Roma: "È un clamoroso autogol e sono rimasto a bocca aperta quando l’ho saputo: una famiglia di quattro persone, che viene a Roma per quattro notti, dovrà pagare fino a 160 euro".

Tra le possibilità, anche la tassa di un euro su ogni passeggero (in entrata o in uscita) degli aeroporti romani. Sempre sul fronte degli spostamenti (che possono quindi incidere anche sull'offerta turistica), il governo ha inserito la possibilità di pedaggio su tratti di strade che connettono alle autostrade. Quindi l'ipotesi avanzata da Castelli per imporre un pedaggio sul Grande Raccordo Anulare. Smentisce ancora una volta il sindaco Alemanno: "Non ci sarà niente del genere". Speriamo.

Ennesimo provvedimento che fa discutere: la soppressione delle Province più piccole, quelle sotto i 220.000 abitanti che non confinano con Stati esteri e non fanno parte di Regioni a statuto speciale. Nel Lazio, quindi, Rieti dovrebbe rientrare nel taglio degli enti visto che è al di sotto della soglia stabilita.

Guai anche per il finanziamento a Roma Capitale. Se è stato garantito fino al 2046 sembra però che verrà molto più che dimezzato: dei 500 milioni richiesti (che servirebbero a coprire i 9,6 miliardi di debito), nelle bozze circolate ne sono previsti solo 200. Ulteriori stangate finali per colmare debiti e sprechi, quella dell’aumento fino al quattro per mille dell’Ici sulle seconde case sfitte e la rimodulazione sull’accisa dell’elettricità. Vedremo quanti di questi provvedimenti andranno poi definitivamente in porto e come.

Foto | Flickr

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