Malagrotta chiude il 30 settembre 2013: la monnezza continua a puzzare

Con la chiusura imminente di Malagrotta si acutizza l'emergenza rifiuti di Roma e del Lazio, dalle discariche alternative alla raccolta differenziata che non è in grado di evitarle, passando per il corteo di sabato 21 settembre 2013.

Le ultime campagne elettorali di chiunque a Roma 'profumavano di raccolta differenziata dei rifiuti', addio a Malagrotta e soluzioni alternative alle discariche, trasparenza e dialogo.

Oggi, nonostante le bollette più care, il mio quartiere non è il solo ad avere cassonetti indifferenziati che raccolgono rifiuti del circondario differenziato, Malagrotta è ancora aperta, la prossima discarica si prepara a traslocare rifiuti trattati nei pressi del santuario del Divino Amore, e non è certo l'unica nefandezza dell'affare dei rifiuti a puzzare a Roma e nel Lazio.

Senza altro indugio la discarica di Malagrotta schiude il 30 settembre, fine dei molteplici rinvii confermata anche dal ministro per gli Affari europei Enzo Moavero e quello dell'Ambiente Andrea Orlando, mentre i residenti di Valle Galeria, riuniti nei comitati "Cittadini liberi della Valle Galeria" e "Comitato Malagrotta" fanno sentire la loro presenza perché la scadenza sia rispettata.

Il Sindaco di Roma Ignazio Marino, che continua a monitorare l'operato di Ama e dei responsabili della faccenda, si dice fiducioso.

"L'assessore all'Ambiente sta lavorando davvero giorno e notte perché il 30 settembre, come abbiamo promesso, chiuda Malagrotta e sono sicuro che avverrà".

Il commissario all'Emergenza Goffredo Sottile, però non sta individuando solo il sito alternativo "immediato" e "temporaneo" di Falcognana al Divino Amore, mentre i suoi residenti e oppositori continuano a bloccare strade e manifestare a gran voce le loro ragioni, con il parroco del santuario in prima fila.

Ci vorrà più di un sito per accogliere tutta la monnezza che non finirà più a Malagrotta, perché quello di Falcognana può ospitare soltanto 300 tonnellate al giorno di rifiuti trattati, gli altri 1200 dovranno essere trasportati fuori Roma dalla ditta vincitrice della gara che si chiuderà il 18 settembre, ma per sua stessa ammissione l'operazione è parecchio costosa

"portare fuori i rifiuti costa molto di più che smaltirli in discarica, dunque questo sistema può essere solo l'estrema ratio, bisognerà andare avanti e cercare altre discariche finché non sale significativamente la quota di raccolta differenziata".

La questione di Malagrotta, tutto quello che grava sulla nuova discarica a Falcognana, e a questo punto quelle che saranno destinate ad un destino analogo, ma anche i siti di stoccaggio di materiale nucleare, il dramma di Albano e dei Castelli, Riano, le discariche autorizzate e quelle illegali (32 stimate) gestite dalle mafie, dove sono sotterrati rifiuti tossici e pericolosi, a partire da quelli letali che arrivano a Latina, denunciati dall'ex boss camorrista Carmine Schiavone https://www.latina24ore.it/latina/68653/boss-schiavone-a-latina-rifiuti-tossici-interrati-moriranno-di-cancro, sono questioni sentite da parecchi, da tutti quelli pronti a scendere in piazza per dire no al MoVimento 5 Stelle, pronto a scomodare le vette della Regione Lazio

"La Regione Lazio deve risolvere una volta per sempre il problema dei rifiuti. Zingaretti ha promesso in campagna elettorale di far partire la raccolta differenziata spinta, ma dopo 6 mesi non registriamo un solo passo concreto in quella direzione. Abbiamo presentato una mozione per evitare che i rifiuti del Lazio venissero bruciati nelle centrali termoelettriche e nei cementifici, ma il buonsenso, come dimostrato dalla bocciatura bipartisan della nostra proposta, evidentemente non è di casa alla Pisana, forse per la vicinanza di Malagrotta. Abbiamo presentato una risoluzione per chiedere di non utilizzare la discarica sull’Ardeatina ma anche questa è stata bocciata dal PD-L e dal PDL, in perfetto accordo. Questa regione quindi vuole proseguire nella folle direzione di accumulare i rifiuti nelle discariche e bruciare il nostro futuro e quello dei nostri figli avvelenando l’aria, acque e terreni”

Intanto, l'esito delle indagini della Guardia di Finanza, condotte sui conti della società Ecofer Ambiente srl, riguardo eventuali addebiti di natura tributaria o ambientale, per bocca del suo amministrazione unico Valerio Fiori, ha "accertato l'assenza di qualsiasi, fantomatico, collegamento tra la società e la criminalità organizzata, sconfessando una compagna stampa martellante, insinuante e diffamatoria".

Giovedì 19 settembre un'assemblea pubblica e popolare , si riunirà a Valle Galeria, per organizzare la partecipazione al corteo
corteo contro le discariche, gli inceneritori e biogas di sabato 21 Settembre alle ore 15:30, che parte da Piazza della Repubblica, animato da chi non li vuole ne vicino ne lontani da casa propria e l'aria che respira, l'acqua che beve, il cibo che mangia, le scuole dove vanno i propri figli.

Un corteo per rivendicare:

- La cancellazione del sito di Falcognana come sostitutivo di Malagrotta
- La chiusura e bonifica di tutti i siti di Malagrotta;
- La cancellazione dell'AIA 2009 per l'inceneritore di Albano e per il 7° invaso della discarica di Roncigliano;
- Avendo preso atto dell'esaurimento della discarica dell'Inviolata, la chiusura del sito, il blocco dell’impianto di TMB.
- La revisione dei processi autorizzativi di tutte le centrali a biomasse/biogas perché escludono i/le cittadini/e dalla valutazione;
- La moratoria immediata dei progetti in corso di autorizzazione;
- La separazione di tutto quello che c'è da separare, di non produrre all'origine quello che è già rifiuto, di recuperare materia, di imporre ad ogni comune o municipio urbano di gestire in proprio l'umido prodotto, con il metodo aerobico.
- Il blocco dei piani di cementificazione dei territori di Roma e provincia;

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