Addio al Metropolitan, ma Roma può fare a meno del cinema in lingua originale?


Credo che tutti conoscano la vicenda. Sono mesi che lo storico cinema Metropolitan di via del Corso attende l'esecuzione capitale. Fra soffiate, proteste, raccolte di firme, e, recentemente anche l'occupazione con tanti protagonisti, non solo precari, l'unica certezza pare sia la fine delle proiezioni.

Francamente non ci interessa adesso sapere se il proprietario dei locali, la Finivest Immobiliare, lo stia vendendo a Benetton per farci un megastore (tesi smentita da più parti) piuttosto che avere promesse comunali sul cambio d'uso riguardante quale metà della multisala (e che fine farebbe il 50% restante protetto da delibera per le attività culturali).

Abbiamo tutti ricordi più o meno romantici di quel cinema, autentico pezzo di storia romana. Quello che ci pare assurdo è che a Roma, capitale italiana, centro d'interesse mondiale e mecca del turismo internazionale, non solo non abbia un cinema famoso e funzionale per le proiezioni in lingua originale, ma rischi di perdere anche l'unico emblema che ci salvava, parzialmente la faccia.

E' vero, anche altre sale proiettano a volte qualche pellicola (Alcazar per esempio). E' vero, il doppiaggio italiano è un nostro gioiello nazionale (che a Roma tra l'altro offre le scuole e le voci migliori), ma questo non può esimerci da offrire a chi lo desidera il vero cinema d'importazione straniera, per altro quasi sempre campione d'incassi, Zalone permettendo...

Perché quel cinema era sempre semideserto? E se anche qualcuno veniva per i film doppiati, era proprio alle proiezioni originali che si notavano le assenze. La comunità anglofona di Roma ora insorge, ma chi frequenteva il Metropolitan, sa che non erano dei fedelissimi del botteghino. Allora lo chiediamo a voi: Perché non andate (o non andavate, tanto ormai) a vedere anche i film in lingua originale? E siate onesti.

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