Esalazioni sospette e monitorate a Fiumicino con vulcanetto di fango

Le esalazioni che emergono da giorni dal sottosuolo Fiumicino, in soffioni di gas e fango, sembrerebbero attribuibili ad un piccolo vulcano.

Dopo il sopralluogo di rappresentanti dell'Università di Roma Tre e dell'Italgas, con il sindaco di Fiumicino, Esterino Montino, il responsabile scientifico dell'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv) sezione Roma 1, Maria Luisa Carapezza, ha definito il 'geyser' di gas che fuoriesce da sabato scorso nella rotatoria di Coccia di Morto a Fiumicino

"un vulcanetto di fango, dal quale fuoriesce gas di origine profonda, composto fino al 90% da anidride carbonica, una piccola percentuale di metano e di idrogeno solforato"

Un fenomeno singolare, con un precedente nel 2010, ma del tutto naturale per il nostro territorio di origine vulcanica, causato a quanto pare da una perforazione d una profondità abbastanza significativa, effettuata da Italgas per la semplice messa a norma degli impianti vicini, dalla quale è partito il soffione.

"Ciò che sta accadendo è un fenomeno del tutto naturale, ovunque si perfori c'è un'alta probabilità che possa accadere; in tutto il Lazio ci sono vulcani e possono verificarsi delle emissioni di gas endogeni profondi, a volte con una componente di anidride carbonica, a volte di metano. Da sabato comunque il fenomeno non è cambiato e non si è allargato: quella che si vede è solo la parte superficiale con il potere erosivo del gas che produce la fuoriuscita del fango. Non possiamo dire quanto questo possa durare, è possibile anche per molto tempo. Il rischio non è elevato, c'è una sorveglianza attenta e costante, è comunque meglio, in queste situazioni, non avvicinarsi e respirare l'anidride carbonica da vicino che sottrae l'ossigeno nella zona a ridosso. Stiamo studiando e vogliamo capire bene il fenomeno - ha concluso l'esperta dell'Ingv - che è comunque assolutamente naturale".

In attesa, l'area del 'vulcanetto di fango', transennata e messa in sicurezza, resta in ogni caso monitorata 24 ore su 24 da esperti e vulcanologi, come l'aria, e la seconda piccola fuoriuscita di gas naturale, emersa a poca distanza dal primo e probabile derivazione di questo.

24 agosto 2013

Quando le esalazioni di anidride carbonica e altri gas sono emerse dal sottosuolo di viale Coccia di Morto a Fiumicino, con soffioni alti dai tre ai cinque metri, neanche gli ironici devono essere restati tanti tranquilli, per la presenza nell'aria di sostanze che potrebbero rivelarsi dannose se respirate a distanza ravvicinata per molto tempo.

La conduttura rotta, alla quale sia era pensato da principio, e la natura delle sostanze che ne stanno emergendo, in ogni caso non sono state ancora individuate dalle squadre di pompieri e dell'Arpa Lazio al lavoro nell'area, insieme alla piccola folla di soliti curiosi e preoccupati.

© Foto Getty Images - Tutti i diritti riservati

  • shares
  • Mail