Gita fuori porta: il Focarone dell’Ascensione a Vasanello


La sera della vigilia della ricorrenza cattolica dell’Ascensione, a Vasanello, piccolo paese della provincia di Viterbo proteso verso l’Umbria, c’è un clima di grande attesa. Domani, come ogni sabato sera pre-ascesa di Gesù, si celebra la festa del ‘Focarone’, dando fuoco alla pira di legna religiosamente raccolta nei giorni precedenti.

Il fuoco è simbolo di purificazione e simula la salita al cielo di Nostro Signore. L’imponente falò viene bruciato sotto il campanile romanico, risalente al XIII secolo, dirimpetto alla Chiesa di San Salvatore, eretta nel XV, probabilmente sulle rovine di un antico tempio pagano. Se riuscite a entrarci, date un’occhiata ai curiosi capitelli romanici ornati con disegni geometrici, foglie di acanto e animali fantastici. Nella cripta, invece, sono conservate le reliquie di San Lanno martire, patrono di Vasanello.

Tornando alla festa del Focarone, i nonni di Vasanello non avranno difficoltà a raccontarvi le notti dei falò di quando erano giovani e tutto il Monte Cimino, la sera della vigilia, era puntinato dal fuoco. Il detto coniato per descrivere l’evento è: “Pe l’Ascensione manco i’ l’ucelli portano la ’mpizzata da i fiji” (“Per l’Ascensione neppure gli uccelli portano il cibo ai loro figli”). Qui lo sanno tutti.

La curiosità è che ogni anno l’evento viene organizzato dalle varie classi che si succedono nella preparazione di questa festa e di quella patronale: il 2010 tocca ai nati nel 1971, che vi aspettano in piazza a partire dalle ore 18 fino alla benedizione della pira (ore 22) e alla sua accensione. La manifestazione è all’aperto e costa 10 euro.

Se poi volete fare un giro, Vasanello è piane di itinerari archeologici consigliati, come La Torricella, un sistema di torri di avvistamento che si snoda lungo la Via Amerina; il Palazzolo, che quasi certamente è l’antico ‘Castrum Amerinum’; il Poggio della Mentuccia, un colle in cui è stato individuato lo scarico della fornace aretina.

C’è poi la serie di sepolture mortuarie di Morticelli, scavate nel tufo e risalenti all’invasione longobarda; le Pestarole, due vasche su due livelli diversi; i resti del Ponte di Valle Gaudenzio, di epoca etrusca, che scavalcava l’attuale Fosse del Canale e di cui restano solo le spallette laterali. Infine La Selva, il tempio probabilmente dedicato a divinità dei campi di cui restano le colonne di travertino, e il Parco del Fontanile con l’omonima chiesa rupestre.

Foto | Vasanello.com

Vasanello
La locandina della festa del Focarone
La chiesa di San Salvatore
Il campanile romanico

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