Luneur, ancora nulla all’orizzonte


L’altro giorno passavo per caso in via delle Tre Fontane, davanti ai cancelli chiusi di quello che per me, 25 anni fa, era un luogo magico che mi regalava domeniche intere di emozioni. Ricordo la paura nella casa delle streghe, il senso di nausea sulla barca dei pirati, l’effetto, allora per me inspiegabile, della forza centrifuga sul rotor dove mio padre insisteva sempre per portarmi, il relax con lo zucchero filato rosa a bordo della ruota panoramica.

Tutto questo non c’è più già da un pezzo e la cosa peggiore è che molti bambini non potranno vivere quelle stesse esperienze a causa di una chiusura finora senza speranza del più antico parco giochi d’Italia, nonché il più grande di Roma.

Facciamo un po’ di storia: 75mila metri quadri di verde pubblico, il Luneur è proprietà dell’Eur spa che nel 2007 ha indetto una gara d’appalto per l’utilizzo del parco, vinta da Cinecittà Entertainment che così è andata a sostituire la Lu.p.p.Ro srl.

A quel punto il luna park riaprì con una tariffa di circa 20 euro da pagare per l’ingresso, oltre al prezzo da pagare per le singole atrazioni e per i giostrai fu un’autentica mazzata, cui si aggiunse, ad aprile 2008, un’ordinanza di sfratto.

Da allora si sta ancora aspettando che l’appaltatrice del gruppo di Cinecittà decida cosa voglia farne: si era diffusa la voce di una nuova ruota panoramica sullo stile del London Eye della capitale inglese, ma per ora è solo un’ipotesi. L’unica nota positiva è l’assunzione di 35 operai del parco riassorbiti con contratto a tempo indeterminato dall’Eur spa.

Foto | Flickr

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