La Passione Verde sfida una politica depressa


Se son rose fioriranno. Dobbiamo crederci. Mai come in questo momento di confusione politica, dove si litiga al potere e si dorme all'opposizione, con un conseguente dilagare di scetticismo e sacrosanto abbandono della partecipazione elettorale, è necessario ritrovare la passione.

Francesca Santolini, giovane e brillante giurista, capogruppo dei Verdi al I Municipio, ha le idee chiare. Alla recente presentazione, tenuta nell'affascinante spazio Loft-Informale di via dei Cerchi, del suo libro "Passione Verde, la sfida ecologista alla politica" (Marsilio ed.), il confronto è stato emblematico.

Francesca, con la sua freschezza e disponibilità, attenta alle esigenze di un mondo, quello giovane (ma poi perché solo quello?) che pretende di riconciliarsi con l'impegno politico, ma senza scuse e dilazioni temporali, tipiche della vecchia strategia delle promesse non mantenute per i costi o per le decisioni mai prese.



Accanto a Francesca, oltre al giornalista Goffredo Buccini, moderatore del dibattito, ed Alberto de Marinis, esperto di emission trading e carbon strategy oltreché padrone di casa, c'era Walter Veltroni, dimesso, quasi rassegnato. Proprio lui, due volte sindaco di Roma, poi Segretario del PD, simbolo di quella politica che doveva essere "nuova", offre la drammatica prospettiva che il radicale cambiamento non possa esserci.

Invece leggendo la passione di Francesca che sta ottenendo grande successo, si volge finalmente lo sguardo ai risultati raggiunti da altri paesi europei per scoprire che proprio l'ambiente sta spingendo la politica a rinnovarsi.

Perché la nuova politica verde, promossa in Europa e nel mondo non è di destra o di sinistra, anzi è di entrambi. E' una politica dei risultati che riacquista dignità, e per l'Italia un'opportunità per sbarazzarsi dei vizi di un sistema politico autoreferenziale, per provare ad andare oltre la logica del proprio orticello, ma soprattutto della propria cadrega.


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