Multietnicità: scoperta a Torre Angela la Las Vegas romana della mafia cinese


Torre Angela era la Las Vegas cinese, e molti non lo sospettavano nemmeno. "What happens in Torre Angela, stays in Torre Angela", e battute seguenti. Fatto sta che la mafia cinese aveva stabilito proprio in questa parte della periferia di Roma, fra Tor Tre Teste e Tor Bella Monaca, la sua capitale del piacere clandestino.

"Il diamante" - il nome del locale in cui sono state trovate 17 prostitute orientali e 50 clienti, perlopiù italiani - aveva una doppia anima: fuori capannone, dentro maxi-salone del piacere, come una fiera della zozzeria cinesizzante. C'era tutto, mancavano giusto gli involtini primavera: ecstasy in quantità così copiose da essere abbandonate sul pavimento del magazzino; sale da bagno; maxischermi ovunque. Presente anche una nuova drogra, la famigerata kfen, che pare sfugga a tutti i controlli, cinofili e chimici, che le forze dell'ordine possano rivolgerle contro.

I clienti erano abituali, imprenditori e nuovi ricchi italiani, provenienti soprattutto dal Nord e, pare, in particolare, dalla Toscana. Una particolarità è stata notata dagli agenti della sezione Criminalità straniera e prostituzione della Squadra Mobile di Roma: tutte le ragazze avevano con loro la chiave di una stanza d'albergo di lusso, in caso di bisogno. Un tocco di discrezione che doveva fidelizzare molto la clientela. Solo due arresti, per ora, in via Castellana Grotte: il gestore del tutto e una donna "tuttofare". E c'è davvero da credere che lo fosse.

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