Atac: contestazioni, commenti e reazioni tra politici e lavoratori

Alcune decine di dipendenti Atac hanno improvvisato un sit-in spontaneo ed un mini corteo in via Prenestina, mandando in tilt per qualche ora alcune linee tram.

Proteste in casa Atac. Botta e risposta tra politici e lavoratori. Le accuse di Policastro e De Luca, le risposte degli autisti.

Una protesta nata dal tam tam sulle bacheche Facebook dei lavoratori. Autisti e operai sono scesi in piazza manifestando davanti la sede della municipalizzata, occupando i binari dei tram. Nessuno striscione o cartello.

La situazione economico finanziaria dell’Atac, l’ennesimo cambio di dirigenza con l’arrivo di Danilo Broggi (settimo in 5 anni) ma soprattutto il mancato pagamento del premio di produzione sono stati i principali motivi che hanno spinto i lavoratori a tale contestazione.

Per il consigliere comunale Maurizio Policastro (Pd), però, gli organizzatori della protesta sarebbero degli "agitatori di professione legati al centrodestra, un gruppo di esagitati, smaccatamente politicizzati".

Il commento non è passato inosservato agli autisti e ai lavoratori che hanno protestato. Ecco come hanno risposto:

Egregio consigliere, chi le scrive sono i lavoratori dell'Atac. Giovedì 25 luglio in via Prenestina 45, sede Atac, si è svolta una protesta spontanea, asindacale e apolitica da parte di alcuni dipendenti Atac in qualità di operatori di esercizio e operai OGR.

A seguito della suddetta manifestazione è comparsa su internet una sua dichiarazione in quanto tali lavoratori sarebbero strumento di lotta per i partiti 'di destra'.

Niente di più falso. Non si vergogna a strumentalizzare così un dissenso di una categoria di lavoratori per puro spirito politico? Solo per attaccare una fazione diversa dalla propria.

Noi non siamo il braccio di nessuna mente politica, ma semplici lavoratori, iscritti al sindacato e non, che dinanzi al prossimo fallimento della nostra azienda decidono di seguire un tam tam che nasce spontaneo dai social network per poter dissentire liberamente e senza alcun vincolo dalle politiche di coloro che hanno a cuore solo la spartizione delle poltrone delle municipalizzate.

Ribadiamo la spontaneità del nostro gesto e diffidiamo quelli come Lei dallo strumentalizzare successivamente qualsiasi altra iniziativa di semplici lavoratori, gli unici che conoscono la parola 'sacrificio' e che vivono di un semplice stipendio.

In quanto alla sua persona, sappia che per ottenere visibilità esistono modi più onorevoli per essere ascoltati. Se ha da rispondere prenda il coraggio a due mani e abbia la decenza di parlare faccia a faccia con coloro che le permettono di adagiarsi nel suo stipendio, oppure taccia e rispetti il dissenso altrui verso la classe politica che ci ha traghettato in questa situazione, la medesima classe politica che lei rappresenta.

A tal proposito anche il gruppo Co.a.l.a., molto attivo sui social network. La loro risposta è che pur essendo presenti, non erano gli organizzatori della protesta, ma colgono l'occasione così anche di rispondere ad Athos De Luca, che si chiede dove fossero quando ci fu lo scandalo Parentopoli.

"Eravamo al Campidoglio il 2 novembre 2011, sotto la Regione Lazio il 14 gennaio 2011. Abbiamo fatto altri sit-in a via Prenestina, e sotto l'assessorato alla Mobilità. De Luca non ci ha visto?

Aggiungiamo che i lavoratori si sono organizzati al di fuori dei sindacati e che il Coala nacque proprio sotto lo scandalo di Parentopoli come risposta a quella situazione."

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