Verano - oasi di gatti, zanzare, anime in pena e saccheggiatori di tombe, anche quella di Rino Gaetano

A Roma il Cimitero del Verano è una monumentale oasi di gatti, uccelli, zanzare, ma l'animale peggiore resta lo sciacallo, saccheggiatore di tombe, compresa quella di Rino Gaetano.

Cimitero Monumentale Verano di Roima

Amori, ricordi, lacrime e sospiri, si perdono tra i viali alberati e marmorei del Verano, un monumento al dolore della perdita lenito dal rituale, che custodisce sin dall'800 una città silente di polvere e ossa, odore di morte e di fiori recisi, tra il freddo marmo delle tombe e la gelida consapevolezza della fine, a cui siamo destinati tutti (e spaventa tutti).

Un oasi di pace, regno di gatti che vegliano sugli estinti come sfingi egizie, uccelli che nidificano sugli alberi insieme a tutti quelli che se ne stanno pietrificati a far la veglia su regimi passati, flotte di zanzare pronte a banchettare con tutto quello che ancora vive.

Un luogo mistico per consumare la perdita, un luogo sacro per ritrovare la serenità che arriva con l'accettazione, anche al prezzo di qualche prelievo di sangue concesso a malincuore alle zanzare, ma non per tutti.

Cimitero Monumentale Verano di Roima
Cimitero Monumentale Verano di Roima
Cimitero Monumentale Verano di Roima

Non è così per gli animali peggiori che si aggirano al Verano, predatori che saccheggiano tombe insieme ai ricordi, profanatori vili che costano rabbia e dolore, insieme a discrete sommette per riparare al maltolto e arredi, soprattutto quando i luoghi del riposo eterno custodiscono ricordi e oggetti di grandi statisti e artisti.

Cimitero Monumentale Verano di Roima

L'ultimo insulto in ordine tempo, l'ennesimo perpretato dallo sciacallo anonimo, ha depredato la tomba di Rino Gaetano, il Rino restato nel cuore e nei ricordi di tanti, vero monumento di ricordi per cari e fan dell'artista.

Una tomba dalla quale sono stati portati via croci, foto, peluche, fiori e la riproduzione in marmo dell'ukulele utilizzato in tante esibizioni dall'artista, compreso il Festival di Sanremo nel 1978.

Un oggetto commissionato con amore e dedizione dalla sorella, per il fratello morto trentenne, in luminoso afyon per accompagnare la scritta "Sognare la realtà, vivere un sogno, cantare per non vivere niente".

Un oggetto che ha un valore sentimentale per la sorella, ma a quanto pare anche per chi l'ha rubato, e se qualcuno ha pensato ad un ammiratore feticista, l'avvocato di famiglia Leopoldo Lombardi, sembra essere di opinione diversa, come riportato anche dai nostri colleghi di SoundsBlog.


Io non credo all’ipotesi dell’ammiratore feticista. Non mi meraviglierei se quell’oggetto finisse in vendita on-line o, peggio ancora, fosse usato per un’estorsione alla sorella di Rino. Si tratta di un reato grave, perché oltre al furto con destrezza scatta anche l’articolo 408 del codice penale in materia di vilipendio di tomba che prevede una pena da sei mesi a tre anni.

Cimitero Monumentale Verano di Roima

Solo uno dei crimini miserabili perpetrati quotidianamente al cimitero Verano, dove vasetti e oggetti di rame sono spariti da tempo, insieme agli arredi di marmo personalizzati, madonnine e reliquie, lumini, vasi e fiori di stoffa, giocattoli lasciati sulle tombe dei bambini e cornici usate per le foto dei nonni.

Crimini che addolorano per l'insulto e il sacrilegio, capace di moltiplicare la perdita, e affonda la lama in una ferita mai chiusa, soprattutto perché restano sempre impuniti, e sembra che l'unica cosa augurabile a questi sciacalli sia che tutto il ricavato gli vada in medicine. Medicine che non curano!

Cimitero Monumentale Verano di Roima

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