Muse, il concerto a Roma e la tangente: la precisazione degli organizzatori

Per ottenere l'autorizzazione a sparare i fuochi d'artificio i Muse avrebbero pagato migliaia di euro in maniera illecita.

UPDATE ore 21.00
La società organizzatrice del concerto dei Muse a Roma, Vivo Srl, interviene per precisare la propria posizione in merito a quanto descritto dal nostro articolo:

Rispetto a quanto riportato da vari organi di stampa, la licenza è stata concessa dalle autorità competenti dopo le opportune verifiche che hanno dimostrato che tutto era sicuro e regolare e dopo aver puntualmente messo in atto ed ottemperato ad ogni disposizione di sicurezza e accorgimento tecnico richiestoci, come è successo in tutte le altre città.

Muse: "Per il concerto di Roma abbiamo dovuto corrompere della gente con migliaia di euro"



I 60 mila spettatori che hanno riempito lo stadio Olimpico lo scorso 6 luglio non potevano immaginare (o forse si?) che quel concerto, o quantomeno una parte di esso, fosse possibile grazie a delle tangenti. Il fatto è clamoroso, come racconta anche SoundsBlog.
Matthew Bellamy dei Muse ha rivelato al The Sun che per il concerto del 6 luglio a Roma sono state corrotte alcune persone attraverso migliaia di euro. La dichiarazione scioccante è la seguente:

In Rome, we had to bribe people with thousands of euros just to be allowed to blast our fire effects. We had to phone the British Embassy in Rome and argue with some official. If you want to do things like this on the move, it’s quite a big deal. It’s pretty bloody expensive, though. It’s mind-boggling how much, actually. (A Roma abbiamo dovuto corrompere della gente con migliaia di euro solo per essere autorizzati a sparare i nostri fuochi d’artificio. Abbiamo dovuto chiamare l’ambasciata inglese e discutere con dei diplomatici. Quando vuoi fare una cosa simile e sei lontano da casa è una cosa grossa. Molto costoso. A dirla tutta, è incredibile quanto sia costoso.)

Parole incredibili che però, almeno finora, non sono state approfondite dalle autorità competenti. Innanzitutto: chi è stato corrotto e chi, esattamente, ha corrotto? Qualcosa di simile è avvenuto anche per gli altri prestigiosi concerti che la Capitale sta ospitando nell'estate 2013? Poi, certo, verrebbe da chiedersi il perché sia necessario un atto illecito affinché un evento così prestigioso si svolga in una capitale europea.
C'è da dire che Bellamy ha ammesso che un po' ovunque nel mondo i Muse riscontrano difficoltà organizzative al punto da aver dovuto arruolare "commercialisti e avvocati che discutono con ogni genere di amministrazione locale, con la polizia, con i promoter". Tuttavia il verbo to bribe è stato utilizzato con chiaro riferimento a Roma.
Nella speranza che Bellamy chiarisca presto le sue dichiarazioni, magari fornendo dettagli più accurati, si attende una presa di posizione ufficiale dell'amministrazione locale e della società organizzatrice, la Vivo srl.

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