Gita fuori porta: a Bomarzo per la sagra del biscotto


Questa settimana, per la consueta gita fuori porta del weekend, con la ‘scusa’ che c’è la sagra del biscotto, andiamo nel bellissimo paesino di Bomarzo, in provincia di Viterbo, famosissimo per il suo Parco dei mostri o Bosco delle meraviglie.

Il Parco è sicuramente da vedere: fu creato dall’architetto Pirro Ligorio (lo stesso che ha terminato i lavori nella Basilica di San Pietro a Roma dopo Michelangelo, mica uno qualunque) su commissione del principe Orsini, che era un po’ giù di corda per una delusione di cuore provocatagli dalla moglie Giulia Farnese. A giudicare dalla mostruosità delle figure nella gallery, doveva proprio averne combinata una grossa.

Dopo una mattinata nel parco, fate un giro per il paese: entrando troverete la chiesa cattedrale, probabilmente costruita su un antico tempio pagano, il campanile con il basamento ben conservato e, sulla sua parte posteriore, un monumento funerario di epoca romana, come testimonia il rilievo in marmo raffigurante una famiglia di tre persone e risalente al primo cinquantennio del I secolo d.C.

Non si conosce di preciso l’origine di Bomarzo, anche perché ricerche in questo senso non ne sono mai state condotte in maniera approfondita, ma è lecito pensare che avesse origini etrusche, come lasciano supporre il vasellame, le ceramiche, i bronzi e i sarcofagi ritrovati nella vicina necropoli di Pianmiano.

Il pomeriggio di domenica dedicatelo tutto al palio, che dal 1973 (ma ci sono testimonianze in merito già nel 1600) si corre tra le contrade Dentro, la più antica, Borgo, Poggio, Croci e Madonna del Piano in onore della festa patronale di Sant’Anselmo, che cade giusto il 25 aprile.

La corsa si apre con una sfilata in costume cinquecentesco accompagnata dalla banda musicale locale in uscita dal Castello Orsini. Tra i personaggi rievocati, anche i protagonisti del romanzo ‘Bomarzo’ dello scrittore Manuel Muica Lainez. Le figuranti portano con sé il famoso biscotto di Sant’Anselmo, che a fette viene distribuito ai presenti, proprio come una volta, secondo la tradizione, il vescovo di Bomarzo lo distribuiva ai poveri e ai pellegrini di passaggio verso Roma.

Seguono gli sbandieratori, i Priori dei Rioni con i loro stendardi, i fantini a cavallo, il Capitano del Popolo, i figuranti delle città limitrofe e il trionfale carroccio trainato da una coppia di candidi buoi che porteranno con sé il nuovo palio.

Ma torniamo un attimo al biscotto di Sant’Anselmo: pesa circa 1 kg e la ricetta viene gelosamente tramandata di generazione in generazione, tanto che ha ottenuto la denominazione di ‘prodotto tipico tradizionale’. Tra le fasi della sua preparazione, siamo riusciti s strappare alle massaie, c’è la “cerca del lievito” che deve essere rigorosamente naturale, dopo di che si impone alla pasta lievitante il segno della croce e lo si fa riposare.

Il lievito, poi, va incorporato alla “zozza”: composto di liquori, olio, vino, zucchero, limone e anice riscaldato a bagnomaria. Una volta realizzato l’impasto, le donne lo vegliano sopra il letto prima di ficcarlo nel forno e compiere, così, il “miracolo”. Non ve lo perdete, mi raccomando, e buon divertimento.

Foto | Flickr

Bomarzo
Benvenuti al Parco dei mostri di Bomarzo
L\'elefante
Cos\'è? Un drago?!
Il mostro bifronte
E poi c\'è il paese

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