Roma arDente: l’Enoteca Ferrara a Trastevere


Raramente torno volentieri in un posto, dopo avervi cenato già una volta, e quando lo faccio, generalmente, non è per mia scelta. L’Enoteca Ferrara a Trastevere, però, è l’eccezione che conferma la regola e perciò vale la pena di parlarne.

Innanzitutto diremo che è un locale versatile: potete andarci per un aperitivo (nella prima sala, con ampia scelta anche di stuzzichi), per una cena o, naturalmente, per gustare un bicchiere di vino post dinner, magari accompagnato da un tagliere per non dare troppo fastidio allo stomaco.
In seconda battuta diremo che se cercate un po’ in rete, troverete diverse recensioni di questa enoteca, peraltro tutte abbastanza cattivelle.

Chiariamo subito: qui si spende un po’ di più, sia per il tipo di locale, sia perché siamo nel cuore della movida trasteverina, per le proposte del menu, davvero originali ed elaborate (rispetto all’ultima volta che c’ero stata, inoltre, devo dire che le porzioni sono anche aumentate di quantità), e per la carta dei vini davvero insuperabile: credo che nemmeno lo staff sappia quanti ne hanno, esattamente, in cantina.

Prendiamo il via con un cous cous alla trapanese con pomodorini, basilico e filetti di scorfano che si scioglievano in bocca e con, per chi vuole rimanere con il palato ben ancorato nel Lazio, un carciofo ripieno di animelle e lardo valdostano, servito su un anello di puré. Non mangiando le interiora non sono in grado di giudicare questo ultimo piatto.

Per primo consigliamo vivamente la ‘paniscia’: un’antica ricetta di risotto piemontese al vino rosso, ortaggi, fagioli e salame morbido. Squisito. Buoni anche i ravioli ai carciofi romaneschi in salsa d’acciughe e gamberoni; meno originali ma piacevoli gli gnocchi con fonduta e scaglie di tartufo nero.

Nei secondi si sbizzarrisce davvero la fantasia dello chef: a chi sceglie la carne caldeggiamo la sella di coniglio ripiena di toma e pancetta con mela flambata; nulla di che, invece, l’agnello in salsa di uovo e piselli, che ricorda molto da vicino la preparazione siciliana cosiddetta ‘a mimosa’. Se la vostra cena, invece, si sta articolando sulle specialità di mare, il migliore è senz’altro il pesce san pietro con vignarola e salsa di calamaretti.

Per addolcirci il conto abbiamo gustato un gelato allo zabaione con pistacchi al Pedro Himenez e salsa all’arancia e una sfogliata calda all’ananas caramellata al Moscato e crema inglese. Per dimenticarlo, abbiamo tracannato ‘La Firma’: in pratica un Aglianico del Vulture. Ahimé, però, il conto è arrivato lo stesso: 80 euro a persona, non c’è scampo.

Enoteca Ferrara
Piazza Trilussa, 41 - Via del Moro, 1/A
00153 - Roma
Tel 0658333920

Foto | Flickr

Enoteca Ferrara
Entrando, l\'aperitivo
La sala per cenare
Per bere? L\'imbarazzo della scelta

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