Vincenzo Cerami è morto a Roma lasciando un'eredità di parole della cultura

Oggi le ombre del lutto si stagliano dalla casa romana di Vincenzo Cerami, uomo di cultura dai molteplici talenti, che ci lascia dopo una lunga malattia.

73 anni e una notevole sensibilità per le parole, scritte, tradotte, narrate e interpretate, per un poeta del cinema e un vate della scrittura creativa, un'interprete dell'arte e un alfiere della cultura, anche in seno alla Politica.

Lo sceneggiatore, che nasce come allievo e in seguito aiuto regista di Pier Paolo Pasolini, per Comizi d’amore, Uccellacci e uccellini, e Le streghe, l’episodio de La Terra vista dalla Luna.

Lo scrittore che esordisce con il romonzo di Un borghese piccolo piccolo (1976), portato al cinema da Mario Monicelli con il volto di Alberto Sordi, che racconta e analizza quattro delitti ripresi dalla cronaca italiana con "Fattacci" (1997), la "La sindrome di Tourette" con una raccolta di racconti, "Vite bugiarde" (2007), opere teatrali, e traduce Fiabe di Roma e del Lazio.

Lo sceneggiatore di tante opere cinematografiche, dal "Casotto" di Sergio Citti al "Colpire al cuore" di Amelio, "Il piccolo diavolo", "Il mostro" e "La vita è bella" da (3) Oscar di Benigni, il "Manuale d'amore" di Giovanni Veronesi e "Tutti al mare" per il figlio Matteo.

Un uomo di cultura anche per la politica italiana, nel Partito Democratico nel 2008-2009, come "ministro" del Governo ombra in opposizione al Governo Berlusconi, poi come assessore alla Cultura, eventi e spettacolo del comune di Spoleto. 

Una grande perdita, ricordata con affetto, tristezza e commozione, dagli appassionati di quel rugby che seguiva da giornalista, e quelli di cinema che si uniscono ai nostri colleghi di Cineblog, da Benigni

"mi ha insegnato come si fa a far battere il cuore alla gente. Che bellezza essergli stato amico. Che regalo!"

al nostro nuovo Sindaco di Roma Ignazio Marino














Questa sera in suo ricordo, Rai 1 rinvia anche le puntate della serie poliziesca tedesca Last Cop – L’ultimo sbirro, per ripropone in prima serata il film “La vita è bella”, mentre a noi non resta che associarci al saluto nostalgico per un romano che ci lascia colmi di tristezza e ricchi di cultura.

Foto | Facebook

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