Pedalando per Domenico e la sicurezza in bicicletta

Roma non è una città per ciclisti, e dopo l'ennesima perdita, un corteo a lutto pedala per ricordare Domenico "Nico" Calabrò, e il bisogno di provvedimenti adeguati a garantire una maggiore sicurezza ai ciclisti sulle strade di questa città.

A Roma pedalare è pericoloso, una realtà che ha già troppe le vittime ad avvarorarla, pochi provvedimenti a scongiurarla, e sempre più ciclisti e cittadini di buon senso a richiederli.

Per Domenico "Nico" Calabrò è troppo tardi. Per l'appassionato ciclista del Gs Frasso, investito e ucciso da un'auto in sella alla sua bicicletta il 2 luglio, il giorno dopo il suo 66esimo compleannno, in  in via dell’Archiginnasio, su quel circuito di Tor Vergata usato da tanti ciclisti per allenarsi e automibilisti di corsa, che chiude alle auto solo una domenica al mese, è ancora una volta troppo tardi.

Sabato 13 luglio alle 8:30 presso il bar di fronte alla rotonda, parte però un corteo a pedali per ricordarlo, e chiedere sicurezza, promosso dal Gruppo Ciclistico "Claudio Villa", che da tempo si batte per assicurarne un po' e nel corso di una rionione dopo il tragico evento, con società ciclistiche, rappresentanti delle istituzioni sportive, di associazioni e semplici cicloamatori, ha messo a punto diverse richieste, presentate venerdì 12 luglio alle ore 12:00 al neo Presidente del VI Municipio di Roma Capitale, Marco Scipioni.

Richieste di pattugliamento del circuito da parte della Polizia Locale almeno un giorno a settimana non fisso, di installazione di dispositivi autovelox e di segnaletica che evidenzi la presenza di ciclisti nella zona, più domeniche di chiusura totale al traffico.

Le stesse che sabato, raggiungeranno il Campidoglio con un corteo ciclistico partito da Tor Vergata, in una lettera istanze complete e circostanziate del mondo a due ruote, da consegnare direttamente nelle mani del nuovo sindaco Ignazio Marino, già propenso alla messa in sicurezza delle strade di Roma dopo la visita alla salma.

Via | Sevenpress

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