Ru486: la pillola abortiva c'è. Cosa farà la nuova amministrazione regionale?

Ru486

Il farmaco più discusso degli ultimi mesi è disponibile da oggi anche in Italia. Parliamo ovviamente della Ru486: la pillola abortiva. Mentre alcuni ospedali di Milano e Pisa hanno già iniziato a ordinarne le scorte, il Lazio invece temporeggia ed è facile intuire perché.

Chi deve occuparsene? Il vecchio o il nuovo Consiglio regionale? La Regione ha ricevuto le linee guida del Ministero della Salute e dell’Aifa (l'Agenzia Italiana del Farmaco), ma deve organizzare la distribuzione nei 18 centri presenti sul territorio laziale. Anche se il prezzo è stato stabilito e la messa in commercio autorizzata secondo il prontuario nazionale, c'è un 'ma'. Anzi: più di uno.

C'è innanzi tutto un problema di ordine 'economico'. La Ru486 può non essere inserita nel prontuario regionale in base a valutazioni sul prezzo e sulla rimborsabilità. In tal caso, gli ospedali non potrebbero di fatto poi ordinarlo bloccandone così la diffusione.

C'è poi un problema di carattere 'informativo'. La prescrizione può avvenire solo dopo un'ecografia (effettuata in automatico al Policlinico, ma non in tutti gli ospedali) e la somministrazione entro il 35esimo giorno dalla fecondazione. Per rispettare i tempi, la regione deve rivedere le linee guida e adattarle ai mezzi disponibili. Serve poi una adeguata campagna di informazione per spiegare alle donne qual è l'iter e entro quanto tempo è possibile richiederla.

I due 'nodi' da risolvere possono poi diventare un problema 'politico'. La parte che la nuova amministrazione rappresenta, non ha mai fatto mistero di considerare l'aborto come un crimine. Il caso di Roberto Cota a Torino è emblematico: il nuovo governatore ha infatti dichiarato che, per quanto lo riguarda, la pillola abortiva "Può restare nei magazzini".

Tre questioni complesse che possono non solo rallentare la diffusione del farmaco, ma anche creare disagi per chi vuole usufruirne e per chi deve somministrarla. Disagi che possono diventare anche pesanti: una mancata o scorretta informazione su un argomento così delicato non può che aumentare i rischi di eccessi e clandestinità. Voi cosa ne pensate? Rispondete al sondaggio o ditecelo nei commenti.

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