La Tana della Lupa: "Mettete a sede, Mourinho, mettete a sede"

Ranieri e Mourinho a Roma

In questa meravigliosa primavera romana svegliarsi è così faticoso, ancora senza voce, negli occhi e nelle orecchie l'impresa dell'Olimpico di sabato sera, nella gola ancora quel Grazie Roma che avevamo invitato tutti a cantare già dopo Bologna.

La vittoria contro l'Inter è una collezione di emozioni che non si possono descrivere. Lo stadio pieno ad un'ora dal fischio d'inizio, uno spettacolo strepitoso che finalmente ha meritato altrettanto dal rettangolo verde. Un partita bella, giocata come si deve, nonostante le boiate arbitrali, perché non c'era tempo nemmeno per protestare. Senza respiro.

Il palo di Milito al 95' ancora trema, un brivido che ci percorre ancora tutti. Se anche gli Dei del pallone per una volta ci hanno dato una mano è perché ce la meritavamo. Perché il cuore messo in campo dalla squadra è stato immenso. De Rossi sovraumano, Pizarro avvelenato, Toni monumentale e tutti gli altri come li vorremmo sempre vedere, con il Capitano che entra in un finale rovente a portare ossigeno ai compagni in apnea.



Tanto per spiegare che i tifosi non sono ciechi aggiungiamo subito che l'Inter ha giocato una grande partita. Sentiva questa gara. Le stregonerie della fata morganti e dei suoi assistenti non bastano a sminuire la forza della truppa nerazzurra, proprio per questo la vittoria ha un significato più importante. L'umiltà della Roma che ha ritrovato il vantaggio grazie ai piedoni di Luca quando ormai si temeva il peggio ci gonfia il petto d'orgoglio.

Ora, dopo il pareggio dei reciproci cuginastri di ieri, non cambia molto. L'Inter rimane prima, la più forte, la favorita. Ma se c'è una squadra che ha dimostrato sul campo di meritarsi l'occasione storica di rovesciare quella è la A.S. Roma. Se ne sono accorti tutti. Perfino a Milano, eche ora conta i nostri nazionali contro i mostri internazionali.

E Ranieri? Ah Clavdio MartellOne.. Vinci il tuo duello personale. Con coraggio e testa. E lo fai con uno stile unico. Senza rinfacciare, senza strafare. Intanto ci pensiamo noi dagli spalti, in piedi per te, a cantare: "Mettete a sede, Mourinho mettete a sede...!"

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