Latitante e baby gang rumena traditi da Facebook e Youtube

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Quando lo hanno arrestato, bellamente abbracciato alla sua ragazza per una passeggiata, agli agenti ha detto 'Bravi, come mi avete trovato?'. E chissà se qualche poliziotto con senso dell'ironia avrà risposto 'E' Facebook, tesoro', reinterpretando la frase da film: 'E' la stampa, bellezza'.

Non credo ovviamente che fosse il contesto giusto per una battuta del genere (solo nei film potrebbe succedere), però la scena dà il senso di quello che è accaduto a Damiano Pozzi, latitante, finito nelle mani degli agenti del nucleo Torpignattara per essersi 'tradito' su Facebook. Cronaca curiosa.

Pozzi, 26 anni, aveva infatti creato un account con tanto di foto sorridenti, in vacanza, con gli amici. Forse pensando – ipotesi che avanziamo a beneficio della sua intelligenza – che mai e poi mai le forze dell'ordine avrebbero pensato di andarlo a trovare proprio lì, bene in vista.


Il nostro era sfuggito alla retata di dicembre in cui fu arrestata anche la moglie di Carmine Fasciani. Per lui l'accusa ora è di associazione a delinquere finalizzata a traffico internazionale di droga. Pozzi non è l'unico a essere tradito dalla grande rete: è successo infatti anche a una baby gang di ragazzini rumeni che agiva nella Capitale, e che è finita su Youtube.

In questo caso, tuttavia, si è trattato di un 'autotradimento' perchè i ragazzini, minorenni, avevano addirittura pubblicato tre video per 'fare pubblicità' alle loro malefatte, perpetrate sul litorale romano, ad Ostia. Avevano inventato anche uno slogan: 'La baby gang di Ostia c'è e ci sarà sempre'.

Foto | Flickr

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