Concerto interrotto al Pantheon. Bondi rimuove i custodi

Tanto tuonò che piovve un provvedimento. La mondiale figura escrementizia fatta con lo scandalo del concerto interrotto al Pantheon di nemmeno un mese fa (28 Febbraio), ha prodotto qualcosa. Delle teste rotoleranno, si era capito. Diciamo solo i capelli, và.

Questo è il potere della Rete, senza il video su Youtube nessuno avrebbe saputo nulla. Nemmeno Striscia con i suoi tapiri moralizzatori (avete notato la freccetta rossa sulla testa della custode? Chissà da chi hanno preso ispirazione... E per fortuna che ci fu pure rimproverata!).

Dunque, da un accertamento interno al Ministero dei Beni Culturali si è stabilito che le responsabilità sono dei due custodi che hanno invitato (?), un'ora dopo la fine (ore 17) prefissata dall'organizzazione, d'intesa con il soprintendente Federica Galloni, ma a pochi minuti dal termine reale del concerto, tutti ad uscire dal mausoleo.

La Galloni comunica al ministro, Sandro Bondi, le decisioni assunte, in fotocopia per i due addetti: "Tenuto conto della pressione mediatica esercitata da più parti, e dell'opportunità ravvisata di provvedere provvisoriamente a una diversa articolazione del servizio di accoglienza e vigilanza, si dispone con effetto immediato che (segue il nome del dipendente) venga richiamato in servizio nella sede centrale di questa soprintendenza".

I custodi sono stati così assegnati a funzioni impiegatizie, il loro ruolo andrà agli ex lavoratori socialmente utili dell'Ales. Ci pare una mossa inevitabile, tuttavia anche così mostra la debolezza e l'incapacità della nostra amministrazione, ricorda la battaglia del Pincio, perché non è per "la pressione mediatica" che si devono prendere certe decisioni, ma per rispetto della Civiltà. Ancora non ci arrivano. Dante ha predicato invano.

Bondi ammonisce che "non accadranno mai più episodi di ottusa burocrazia". Infatti non si è mai vista tanta rapidità nel rimuovere i colpevoli. Burocrazia contro burocrazia. Buon senso mai. Ovviamente poi la cosa ha suscitato la replica dei sindacati (altri fenomeni del rispetto): "Gli ex Lsu non hanno le competenze richieste per lavorare al Pantheon", sostiene Gianfranco Cerasoli, segretario della Uil beni culturali. Verrebbe da chiedergli se i tizi intervistati da Staffelli invece l'avevano, considerando le risposte, capaci di proseguire nella farsa.

Che queste persone paghino per la loro vergognosa ed ipocrita condotta, pure reiterata, va bene, ma che siano gli unici è il solito schifo, che si aggiunge allo scempio commesso. Bondi e Giro pretendono ora le scuse della Uil, ma ancora a nessuno è balenata l'idea che qualunque altro teatro, sala, cappella, arena del mondo avrebbe subito avuto: Ridare il concerto, con omaggi per tutti, musicisti, coro e spettatori.

Custodi del Pantheon rimossi da Bondi




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