L'estate romana torna all'oratorio

Anche a Roma la crisi di mezzi e ideali, riporta genitori e ragazzini all'oratorio, soprattutto durante l'estate romana, con la scuola chiusa e i centri estivi troppo cari.

Per molti ragazzini della mia generazione cresciuti in quartieri di periferia, l'oratorio d'estate era mare, monti e collinetta, tra una gara di moscacieca e una partita di calcio, con la complicità di qualche adulto si andava anche in trasferta, e Don Pietro rastrellava dalla strada chiunque, dal secchione al discolaccio, dal figlio del pregiudicato a quelli nati a Nuova Delhi con il padre ambasciatore.

Oratori che a dire il vero non hanno mai smesso di offrire corsi sportivi e culturali, per italiani e stranieri, cattolici e non, ma che a quanto pare con la crisi e il carovita sono tornati appetibili per tanti adulti e genitori, dal S. Filippo Neri a Garbatella a S. Francesca Romana all’Ardeatino, da S. Rita a Torbellamonaca a S. Atanasio sulla Tiburtina, dalla parrocchia di Ognissanti di via Appia a S. Giustino nel quartiere Alessandrino, dalla parrocchia di S. Nicola da Bari a Mentana, a quella di S. Perpetua e Felicita a Fidene.

Oratori aperti a tutti, con educatori laici e parecchi volontari giovani e specializzati per l'occasione, che hanno incrementato la gamma di intrattenimento ludico che punta alla formazione, adeguandolo ai tempi e ai bisogni dei romani di tutti i colori e diversi culti, fertile territorio per il processo di nuova evangelizzazione della chiesa, in un mondo 'costretto' a riscoprire la solidarietà, speriamo anche l'onestà e l'amore per il prossimo.

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