La Tana della Lupa: Una notte da JeREmy Menez

Jeremy Menez a cavallo della Lupa di Roma

E' morto il Re, viva il Re! La nostra Roma sembrava morta dopo Livorno; è rinata nella notte di sabato contro l'Udinese, e dopo i pareggi delle rivali milanesi, che la riporta a meno 4 dal sogno più incredibile, ora possiamo gridare a squarcia gola: Viva Roma!

Ma chi ha resuscitato una squadra stanca, depressa per le occasioni sprecate, e senza ben 5 titolari? Bè, bisognerebbe citare prima di tutto Mr. Ranieri, che stavolta ha sfidato la sua tigna e le nostre perplessità, mettendo in campo una squadra inventata ma aggressiva, fantasiosa, diversa. Faty a fare un lavoro faticoso, il ritorno di Brighi in mezzo, Burdisso a richiamare la difesa, ma soprattutto lui, Jeremy Menez, il ragazzino impossibile, a comandare il gioco.

E porca miseria, finalmente, Menez ha fatto vedere cosa sa fare. E' lui l'artefice vero di questo successo. Liberato nel suo ruolo preferito, Jeremy ha fatto impazzire difensori e tifosi, inventando numeri da fuoriclasse che hanno portato i 3 punti in cascina, nonostante il solito svarione che ci ha fatto temere il peggio (la maledetta sindrome). Finalmente abbiamo giocato fino alla fine attaccando. Senza sosta.

Non ci dimentichiamo certo del maxi Luca Toni (già al quarto centro su 4 presenze) e del meraviglioso Mirko Vucinic, quasi acceso dalla classe del francese, con il quale ha costruito una tripletta di una bellezza assoluta. Riguardate il video della gara fino all'esaurimento. C'è da innamorarsi del calcio, ancora, nonostante i biscotti (e le seadas).

Sul campionato là fuori, in cucina, c'è poco da dire, o troppo. In Italia c'è solo una squadra davvero forte, guarda caso senza italici protagonisti, a parte il giovane capriccioso (se ne accorge anche Lippi, ora?). I loro cugini guidati da no-comment Galliani (vi ricordate chi non seguiva questa politica?) non sembrano davvero all'altezza, eppure eccoli lì, che mancano il sorpasso per poco, o per pato.

Qui, oltre ad avvertire la strana sensazione di sentirsi terzi incomodi piuttosto scomodi, c'è classe soprattutto davanti, e antica tecnica, ma i problemi sono sempre gli stessi. Inutile ripeterli. Già stiamo vivendo un sogno, per i miracoli ci stiamo attrezzando.

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