Nel Lazio elezioni a rischio rinvio dopo la riammissione della lista Sgarbi - Per il Pdl un altro no dal Tar, ma la Corte Costituzionale prende tempo


Il Tar del Lazio, 24 ore fa, ha detto di nuovo no al ricorso del Pdl. La Corte Costituzionale, ieri sera, ha rigettato la richiesta di sospensione del decreto legge salva-liste presentata dalla Regione Lazio escludendo il rischio di un "danno grave e irreparabile" al regolare svolgimento delle elezioni ma dicendo di volersi pronunciare sul merito tra tre mesi. La riammissione da parte del Tribunale amministrativo del Lazio della lista Sgarbi, però, rischia di far rinviare le elezioni nel Lazio.

C’è, dunque, il rischio concreto che il voto possa slittare di una quindicina di giorni. Alfiere di questa richiesta è il più noto critico d’arte della Tv italiana, quel Vittorio Sgarbi che quest’anno capeggia l’ennesimo partitino che porta il suo nome e che era stato escluso per disguidi tencici. "Ho diritto a un mese di campagna elettorale a partire da oggi – ha detto ieri dopo la sentenza del Tar – Per questo non posso che chiedere il rinvio delle elezioni. Per una volta nella vita sto dalla parte dei magistrati”.

Vedremo se effettivamente andrà così. Intanto per il Pdl ancora brutte notizie. Per ora il Popolo della Libertà resta fuori dai giochi. E questa volta manca davvero un solo grado di giudizio: il secondo pronunciamento del Consiglio di stato tra pochissimi giorni. Tutto fa pensare che si andrà al voto senza Pdl, quando ancora non si sa. Ma se la Corte Costituzionale, dopo le elezioni, non accoglierà il ricorso della Regione Lazio contro il decreto governativo che Berlusconi aveva approvato per riammettere il Pdl potrebbero scatenarsi nuovi ricorsi e, forse, l'annullamento delle elezioni. Tipo stato libero delle Bananas...

Foto: Flickr

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