Tevere: da sorvegliato speciale a oggetto del contendere in politica


I romani della mia generazione lo chiamano ‘Biondo’ solo per tradizione; tutti lo amiamo perché è romantico e lo accarezziamo, soprattutto d’estate, quando ospita manifestazioni culturali, cinema e bancarelle di ogni sorta; qualcuno ancora vi si tuffa il primo gennaio di ogni anno; sempre più spesso, ultimamente, fa paura.

È il Tevere, il nostro fiume che sta male, come afferma uno studio di Legambiente che proprio dalla sua riqualificazione partirà dopo la sigla del patto per il territorio sottoscritto ieri con l’Anci, l’associazione nazionale dei Comuni italiani. Dal 2005 ad oggi ci ha fatto tremare 3 volte per le esondazioni avvenute o per quelle solo minacciate, era già stato inserito nel 2006 fra le criticità idrogeologiche d’Italia e oggi viene minacciato alla foce dal progetto del nuovo porto di Fiumicino.

Alcuni numeri: 17.375 i km del suo bacino, 6 le Regioni attraverso le quali scorre, 6867 gli ettari a rischio esondazione, 1800 dei quali all’interno del Comune di Roma, soprattutto nel territorio fragile di Ponte Milvio, nelle aree della confluenza con l’Aniene e alla foce.

Di lui ci si sta occupando anche in campagna elettorale: ieri Renata Polverini ha fatto un giro di 45 minuti tra il Circolo canottieri Lazio e Castel Sant’Angelo e ritorno. Nel suo programma vuole inserire un Museo sul Tevere da realizzare nel complesso del San Michele e un parco fluviale che farà parte dei lavori per le Olimpiadi, se sarà scelta Roma e se la Polverini sarà eletta. Staremo a vedere.

Foto | Flickr

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