La Tana della Lupa: A Livorno Madre Pareggio ci scoraggia ancora

Livorno Roma pareggio scoraggio

Niente da fare. Questa partita l'abbiamo vissuta mille volte. Una cosa che noi romani e romanisti veri sentiamo arrivare come il demone dell'occasione sprecata, dell'ennesimo treno dei sogni perduto, della svolta che non c'è. E ci sono episodi emblematici che ci avvertono dell'infame destino. Ieri, a Livorno, è stato il rigore sul palo del Pek sul 3 a 2 per noi.

Abbiamo fatto l'errore di esultare (anche in campo!) prima. Perché lo aveva procurato il francesino svogliato. Così nella ripresa sentivamo che il rimpianto era là dietro, la sindrome di Cagliari, di Napoli, sarebbe riemersa. Contro un avversario ridicolo. Praticamente contro Lucarelli, da solo. Ed è andata perfino bene, potevamo perdere.

Ranieri è andato in ansia e dopo il pari anche in confusione. Voleva vincere? Eppure non sapeva come. I cambi lo dimostrano. La bestia è entrata (per Pizarro) a fare cosa? Il trequartista? Brighi che gli ha fatto? La difesa come stava? Dietro senza Burdisso c'è l'anarchia. Possibile? E davanti? Quanti palloni decenti sono stati messi dentro per Toni? Cerci svirgola una palla 'ferma' che poteva essere messa dentro! Che schema è?

Ci consola il fatto paradossale che questa squadra è veramente stanca, e se con quel resta del Milan ci siamo accontentati di non farci male forse non è stata una scelta solo politica. Detto fra noi, tutto dipende ancora dalla nervosissima Internazionale. Personalmente ritengo che tutti dovremo tifare perché resti in Europa (non solo per l'immagine sempre più realisticamente bassa della seria a, ormai minuscola), ma perché altrimenti si butterà sul campionato facendolo a brandelli.

Campionatino patetico dove la Juve pareggia da 3 a 0 con l'ultima in classifica, dove la lazio non riesce a retrocedere nonostante la Polverini, dove il Milan prova rubare l'ennesimo scudetto dei poveri, dove le grandi promesse si fanno fuori a vicenda (Napoli, Fiorentina, Palermo..). Del resto la Roma sembrava spacciata a inizio stagione. E ora rosichiamo perché potevamo essere lassù, a dire la nostra. Rendiamoci conto. Anzi, rendiamoci contro.

Ma non come alcuni nostri tifosi che si sono contraddistinti per squallidi episodi di violenza ed atti vandalici, danneggiando treni ed entrando in contatto con i tifosi del Livorno. Non basta tuttavia nemmeno la giustificazione (per altro mai valida) del risultato o delle provocazioni, perché ancora prima di arrivare se la sono presa con un vagone del treno che li portava.

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