Gran Premio di Roma: dall’Eur a Monza, tutta la storia


Se ne iniziò a parlare concretamente circa un anno fa, quando lo studio di fattibilità venne curato dal senatore Augello. Poi il progetto del circuito venne affidato al presidente di Federlazio, Maurizio Flammini, ci fu la presentazione in pompa magna con il sostegno dell’amministrazione comunale, le proteste dei cittadini, in primis quelli dell’Eur che se lo sono visti piovere in testa, poi il dualismo con Monza, un tira e molla che ancora oggi non ha fine.

È una storia lunga, quella del Gran Premio di Formula 1 di Roma, certamente lungi dall’essere conclusa, e in cui oggi, con la tranquillità che solo il fine settimana può donare, cerchiamo di fare un po’ d’ordine, partendo dagli ultimi aggiornamenti.

Ieri sul Corriere.it è apparsa un’intervista al ministro del Turismo, Michela Vittoria Brambilla, che parlando in qualità di autorità vigilante dell’Aci, l’ente che ha la titolarità del Gran Premio d’Italia, detto che “il Gran Premio d’Italia è a Monza da 65 anni è lì resterà”, mentre Roma dovrà accontentarsi, al limite, di una corsa fuori dal Mondiale.

In effetti nella cittadina alle porte di Milano l’ipotesi di un circuito di Formula 1 nella Capitale non è stata presa proprio bene e insulti (dei soliti leghisti) a parte, negli ultimi giorni c’è stato un dibattito a distanza tra il sindaco di Roma Alemanno e il presidente della Regione Lombardia Formigoni. Quest’ultimo ha ribadito il suo no al progetto, paventando l’utilizzo di soldi pubblici per la costruzione del circuito all’Eur; il primo si è affrettato a rispondere che soldi pubblici non ne sono mai stati chiesti.

Ma c’è di più: il Campidoglio, pur avendo incassato da tempo il via libera del patron della Formula 1 Ecclestone, che avrebbe inserito il Gp di Roma nel Mondiale 2013, per galanteria ha fatto sapere che non si procederà senza il consenso di Monza. Da lassù, per tutta risposta, sono arrivati (oltre alla solita pioggia di insulti) i dati della Camera di Commercio locale: il Gp di Roma costerebbe a Monza e Milano complessivamente 2000 posti di lavoro. In termini di immagine e brand, Monza perderebbe poi circa 350 milioni di euro e 10 per il mancato indotto prettamente turistico.

Inevitabile la guerra di cifre: il progetto intanto va avanti e la Fg Group di Flammini (che continua a tranquillizzare tutti dicendo che all’Eur le manifestazioni si sono concluse, infatti sabato 20 marzo è in programma una pedalata di protesta organizzata dai comitati di quartiere) inneggia ai 160 milioni di investimenti privati che porterebbero a una crescita dell’1% del Pil del Lazio e alla creazione di 9800 nuovi posti di lavoro. Come nelle competizioni sportive, c’è chi vince e chi perde, insomma.

E concludiamo con altri numeri: quelli del circuito che ospiterà la gara. Oltre 4 km di strada che si snoderà nella parte nord del quartiere Eur, tra il Palazzo dei Congressi e quello della Civiltà, un tracciato che interesserà viale dell'Arte, viale delle Tre Fontane e via di Val Fiorita, nella zona che circonda piazzale Guglielmo Marconi e via Cristoforo Colombo. Le monoposto lo percorreranno in circa 1 minuto e 34 secondi, a una velocità media di 177 km all’ora.

Foto | Flickr

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