Stranieri e lavoro: a Roma si può


Un mito dell’uomo della strada, anzi, un pregiudizio spesso causa anche di razzismo e discriminazione, si frantuma in mille pezzi. Un’indagine dell’Ufficio statistico del comune di Roma ha decretato che non è vero che gli stranieri della Capitale non fanno niente e sono tendenzialmente inclini alla delinquenza. Al contrario il 75,2% di loro, almeno di quelli regolari, ha un lavoro a tempo indeterminato e quindi contribuisce attivamente alla vita sociale della città.

I numeri non hanno colore e parlano chiaro. Degli oltre 155.000 stranieri che vivono regolarmente in città, quelli occupati sono esattamente 102.514. Il che vuol dire che tre immigrati su quattro lavorano. Certo, il dato riferisce solo degli occupati regolari ed è lecito pensare che molti irregolari un lavoro vero non lo abbiano (anche se il fatto di averne uno in nero non vuol dire che siano cattivi stranieri). In generale, però, si può parlare di buona integrazione ed è giusto affermare che Roma, più che il resto dell’Italia, riesce ad assorbire gli immigrati senza traumi.

Ma che lavori fanno gli stranieri di Roma? La ricerca stabilisce che circa il 50% degli occupati stranieri possiede un titolo di studio superiore. Le occupazioni che trovano in città, però, spesso non rispondono alle loro legittime ambizioni. Il 65% dei diplomati stranieri lavora infatti come operaio o svolge una attività che non richiede qualifica professionale. Tra le donne va per la maggiore il lavoro in casa come domestica o badante. Molti anche i lavoratori presso bar, alberghi e ristoranti. Il 13% di loro lavora in queste strutture contro il 9,1% nell’edilizia.

Sono i famosi lavori che sempre di meno gli italiani vogliono fare ed è significativo sottolineare che senza l’apporto degli stessi stranieri entrerebbero in crisi diversi settori, da quelli economici (vedi l’edilizia) a quelli familiari. Roma, però, per fortuna cresce anche economicamente e quindi di lavoro c’è tanto, quasi per tutti.

Problemi per il rischio “meticciato”? Che ne abbiate o meno io penso una cosa: l’immigrazione andrà avanti senza che niente possa fermarla. L’unica cosa da fare è predisporre un tessuto sociale e lavorativo che li possa far integrare con il nostro mondo. E Roma, per fortuna, ha numeri e qualità per farlo.

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