Pdl ed elezioni regionali del Lazio, arriva un altro no: l'ufficio elettorale non riammette la nuova lista del Popolo della Libertà

Niente da fare per il Pdl: a meno di 24 ore di distanza dal no del Tar del Lazio questa sera l'ufficio elettorale del tribunale di Roma ha deciso nuovamente di non ammettere la lista provinciale del Popolo della libertà-Roma alle elezioni regionali del Lazio. Ora, mentre Berlusconi pensa ad una grande manifestazione di piazza con tutti candidati del centro-destra, per la lista del Pdl, come annunciato questa sera dagli avvocati, non resta che l'ultimo grado del Consiglio di Stato (salvo un clamoroso quanto improbabile approdo alla Corte Costituzionale).

Per capire quanto sia pesante questo nuovo stop bisogna fare un passo indietro. Lunedì mattina i delegati del Pdl avevano presentato presso lo stesso tribunale che oggi ha deciso di non ammetterla, una nuova lista del Pdl. L'operazione era stata resa possibile grazie alla finestra temporale aperta dal decreto interpretativo votato dal Governo. Poi era arrivata la sentenza del Tar che aveva bocciato il ricorso del Pdl basato sulla non ammissione della prima lista, quella presentata in ritardo dall'ormai famoso Alfredo Milioni.

Molti nel Pdl si erano illusi che la presentazione della nuova lista secondo i tempi dettati dal decreto interpretativo avrebbe portato alla riammissione, pensando erroneamente che la bocciatura da parte del Tar del ricorso sulla prima lista e la presentazione della nuova e seconda lista viaggiassero su due binari giuridici paralleli ma distinti. Invece non è stato così. Ed oggi, preso evidentemente atto che, come stabilito dal Tar, il decreto legge che riapriva i termini non può avere effetti nel Lazio la cui legge elettorale è regionale e non nazionale, l'ufficio elettorale ha nuovamente bocciato il Pdl. E questa volta quasi definitivamente...

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