Si è suicidato Pietrino Vanacore, il portiere di via Poma

Lo scoop lo dà il Tg 5 delle 13 in diretta: si è suicidato Pietrino Vanacore, ex portiere dello stabile di via Poma in cui il 7 agosto 1990 fu trovata morta Simonetta Cesaroni. Dopo essersi legato una corda al collo, si è lasciato andare in un corso d’acqua con sbocco a mare dove è stato ritrovato in località Torre Ovo di Torricella, vicino a Mareggio, provincia di Taranto, dove si era trasferito nel 1995 dopo l’assoluzione definitiva.

Sul cadavere di Vanacore è stato rinvenuto un cartello con la scritta ‘20 anni di sofferenza e sospetti portano al suicidio’. Nella sua auto, parcheggiata poco lontano, diversi biglietti d’addio ad amici e familiari. Venerdì 12 marzo l’ex portiere sarebbe dovuto tornare nella Capitale per testimoniare al processo sul delitto a carico di Raniero Busco, all’epoca fidanzato della Cesaroni, dopo la riapertura del caso.

E proprio poco più di un anno fa, quando tutta la storia tornò a galla per l’ennesima volta, il suo legale aveva fatto sapere che Pietrino soffriva “per la pressione mediatica sfociata nel mancato rispetto della privacy. Ha cercato di dimenticare, ma il periodico aggiornamento della vicenda ha riaperto la ferita. Lui ha sempre detto che il più bel giorno della sua vita sarà quando il caso sarà risolto”.

E invece del delitto di Via Poma, uno dei casi inseriti nella letteratura come giallo irrisolto, che si trascina da 20 anni senza una soluzione, Vanacore è sempre stato protagonista, fin dall’inizio. Fu arrestato tre giorni dopo l’omicidio e prosciolto il 16 giugno 1993 dal gip Cappiello perché “il fatto non sussiste”. La decisione divenne definitiva nel 1995 dopo il ricorso in Cassazione.

Dopo l'uscita di scena decise di lasciare Roma alla volta della Puglia dove però, nell’ottobre 2008, in seguito alla riapertura del caso, la sua casa fu oggetto di perquisizione da parte degli inquirenti.

Foto | La Repubblica

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