Tar batte Berlusconi - Esclusa la lista del Pdl-Roma per le regionali del Lazio


Il Tar del Lazio ha deciso: la lista provinciale di Roma del Pdl non sarà riammessa alle elezioni regionali del 28 e 29 marzo. Il ricorso del partito di Berlusconi, nonostante l'approvazione del decreto interpretativo da parte del Governo, è stato respinto.

E', dunque, un durissimo colpo quello inferto dal tribunale amministrativo del Lazio al Pdl. E' vero che esiste ancora un ultimo grado di giudizio, il Consiglio di Stato, ma era stato lo stesso ministro degli Interni, Roberto Maroni, a dire che "se il Tar decide che la lista è fuori, quella lista resta fuori nonostante il nostro decreto". In altre parole la decisione del Tar di non recepire il ricorso del Popolo delle Libertà potrebbe impedire al Pdl di partecipare alle elezioni regionali nella provincia di Roma. Dal partito di Berlusconi, però, fanno sapere di essere ancora fiduciosi di una riammissione grazie al nuovo iter avviato presso l’ufficio elettorale al quale è stata consegnata una nuova documentazione.

La decisone del Tar arriva a 72 ore dall'emazione di un decreto del Governo, il famigerato "decreto interpretativo" che, di fatto, fissava con forza di legge un'interpretazione estensiva dell'attuale legge elettorale per favorire la riammissione del Pdl. Nelle motivazioni dell'ordinanza dei giudici amministrativi si legge che al caso in esame "non può essere applicato il decreto legge 5 marzo 2010/29 perchè le elezioni regionali del Lazio sono disciplinate da una legge regionale, la 2/2005, che regola la materia".

Intanto va in scena uno scontro politico-giuridico tra i legali di maggioranza ed opposizione. Secondo i legali del Pdl "l'esame della lista che presentata oggi all'ufficio circoscrizionale elettorale va avanti. Il procedimento al Tar e quello all'ufficio elettorale procedono su binari paralleli e comunque faremo ricorso al Consiglio di Stato".

Secondo il colleghi antagonisti del Pd, invece, la questione è chiusa: "la lista Pdl ripresentata oggi è stata presentata illegittimamente perchè c'è una legge regionale che regolamenta la materia. Il decreto non si applica quindi al Lazio. Se l'ufficio elettorale accetta la nuova lista ricorreremo nuovamente al Tar che non si può smentire nel giro di 24 ore". Se le cose stanno così, tra ricorsi e controricorsi, è probabile che la questione possa finire non solo al Consiglio di stato ma alla Corte Costituzionale.

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